Il rito e i suoi fatti psichici

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 1 novembre 2010, www.ilmattino.it

La «società liquida», senza forme, dove ogni comportamento sembra possibile e lecito, ha fame di riti. Delusa da quelli sbiaditi proposti spesso nelle Chiese, la gente li cerca in Oriente, o da sciamani o santoni improvvisati. Il grande antropologo Julien Ries parla del «bisogno di sacro» che caratterizza questo millennio. Papa Ratzinger ha così deciso che le sue Opere complete comincino dall’undicesimo volume «Teologia della liturgia», dedicato proprio alla liturgia, e ai suoi riti.
Com’è lontano il modo di sentire del secolo scorso, quando Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, accomunava (nel 1907) nevrosi e religione proprio perché il rito (ad esempio lavarsi le mani, modo di camminare, portamento, dizione), era centrale in entrambe le esperienze.
Per la verità le scienze umane del Novecento avevano poi rivisto la similitudine tra nevrosi e rito religioso avanzata da Freud, ormai popolare solo nelle riflessioni più superficiali delle tecnoscienze o dei dibattiti ateistici.
L’antropologia ad esempio ha dimostrato come nel rito appaiano bisogni e rappresentazioni non verbali, inconsce, che è possibile sperimentare solo attraverso i rituali delle liturgie. L’antropologia culturale, poi, ha notato come in ogni cultura i riti abbiano una funzione centrale nel proteggere l’individuo nei passaggi delle stagioni della vita (ad esempio dalla giovinezza all’età adulta), delle stagioni e fasi climatiche, dal celibato al matrimonio, e nell’avvicinarsi alla fine della vita.
Proprio nella terapia, però, si è osservata la funzione dell’esperienza religiosa, organizzata anche in precise liturgie, nell’aiutare lo sviluppo sano della psiche, ed evitare pericolosi «scompensi» nel procedere nella vita.
Lo psicologo svizzero Carl Gustav Jung, da «osservatore dei fenomeni della psiche» come si definiva, considerava gli «dei, demoni, ideali» dell’uomo come dei «fatti psichici». Ricordava, però, che l’uomo nella sua storia ha sperimentato così a lungo e intensamente la loro potenza sulla propria personalità «da giudicarli degni della più scrupolosa considerazione»: così nasce il rito. L’azione di questi fatti psichici, tradotti nelle forme liturgiche, è di tipo dinamico; particolarmente efficace insomma nell’organizzare i cambiamenti (i passaggi nelle diverse fasi della vita), o nel promuoverli nei momenti di stasi (dovuti a smarrimento, trauma, depressione od altre nevrosi).
Il rito raccoglie le forze dell’uomo affidandole ad un’Entità superiore che dia loro forma, coesione e direzione positiva; negarne il senso non tiene conto delle spinte verso la dissoluzione e la dispersione, la cui intensità aumenta nelle forme di vita più elevate e complesse, come quella umana.
La pietra non ha bisogno di riti, gli animali ne conoscono già di più, gli uomini ne hanno assoluto bisogno a meno di cadere nel marasma della «società liquida». Questo bisogno, ricorda Benedetto XVI nel suo libro, è centrale nei momenti di passaggio, individuali e collettivi.
Lo scopo dell’Esodo degli Ebrei dall’Egitto non è, inizialmente, raggiungere la Terra Promessa, ma l’adorare Dio, nel deserto, in modi che neppure Mosé inizialmente conosce, e gli verranno comunicati lungo il percorso, quando Dio farà conoscere i Comandamenti, e il popolo saprà come adorarlo. Solo dopo potrà arrivare alla propria Terra, e sarà libero.
Questo è il rito per ogni essere umano: l’apertura ad un Padre originario (che la psicologia chiama anche Sé), in cui troviamo forme e principi di comportamento e di direzione, indispensabili per trovare il nostro terreno esistenziale, personale e collettivo.

Annunci

4 Responses to Il rito e i suoi fatti psichici

  1. armando says:

    Una delle prime cose “apprese” nella mia esperienza analitica è stato, appunto, il valore del rito. Non solo del rito religioso o dei riti sociali di passaggio, ma anche dei “piccoli” riti quotidiani come la cena familiare con un suo orario e coi suoi membri riuniti intorno allo stesso tavolo. Oppure come certi piccoli riti di cui vanno matti i bambini nel rapporto coi genitori. Il rito struttura, dà forma e quindi senso alle cose, mentre la società liquida è connotata dall’essere un flusso continuo, dall’assenza cioè di strutture e di forme senza le quali l’individuo “si perde”. E poichè struttura e forma rimandano al concetto di confine e di limite, il richiamo al Padre, da cui quelli discendono, è quanto mai opportuno ed efficace per individuare una delle cause del disagio che l’uomo moderno vive.
    Grazie Claudio per avercelo ricordato.
    armando

  2. Davide Giandrini says:

    Nella dimensione del tempo dei Monaci, Anselm Grun l’autore (per i tipi di Queriniana) ci racconta il Senso del tempo per i monaci benedettini, suggerendo come integrarlo in una quotidianità diversa da quella del monastero.
    Le “ore” sono angeli donati del Padre. Il ritmo è un aiuto alla coscienza, offre la possibilità dell’ordine.
    Il rito, ancor di più, cala nella quotidianità l’esperienza Mistica. La rende “pubblica”.
    Il Sacerdote, è dunque, l’unico “attore”.
    (orca rana che “roba profonda”!)
    Davide

  3. Alessandro says:

    @Davide: La scorsa estate ero in procinto di trascorre una settimana in un monastero benedettino, anche consigliato da Claudio, che mi descrisse l’Ordine -credo- come un formidabile testo di psicologia migliore di quelli che si studiano nelleuniversità. Poi non ci andai per diverse ragioni.
    E’ bella l’idea delle ore come angeli donati dal Cielo e il ritmo come aiuto della coscienza ecc.
    Dove posso trovare un testo che spiega queste cose?

  4. antonello says:

    Claudio aveva curato un’ottima collana per Red Edizioni (Immagini dal profondo). Uno dei libri della collana era
    Il rito. Legame tra gli uomini, comunicazione con gli dei
    di Neumann, Portmann, Scholem

    magari si trova… antonello

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: