Le madri single e i bisogni del bambino

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 dicembre 2010, www.ilmattino.it

Nella settimana dell’icona del Bambino appena nato, accudito dalla madre e dal padre, i commenti dei media sono stati dedicati ad una notizia che presenta un’immagine diversa. In una delle cliniche pilota per le nascita in Italia, la Mangiagalli di Milano (ma metà delle donne viene da altre città), il 23% circa delle partorienti non indica chi sia il padre del bimbo. La notizia ha suscitato per lo più commenti osannanti all’emancipazione femminile. Siamo sicuri che si tratti di questo?
L’apprezzamento incondizionato di molti commentatori era dovuto al fatto che un buon numero delle madri single sembra avere un lavoro adeguato e titolo di studio. Si tratterebbe di donne appunto «emancipate», che arrivate attorno ai 35 anni e sensibili all’«orologio biologico», dopo essersi dedicate con buoni risultati alla carriera decidono di soddisfare il desiderio di un figlio, senza la fatica e la complessità di una relazione stabile, e senza comunque condividere l’esperienza della genitorialità, e i suoi onori ed oneri, con un’altra persona. Leggi il resto dell’articolo

Il Natale, forza di trasformazione

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 dicembre 2010, www.ilmattino.it

Bisogna cambiare: su questo concordano l’osservazione psicologica, economica, e politica.
Rinnovamento è la parola chiave oggi, più di quanto lo sia stata negli ultimi 50 anni, in cui le keywords erano altre: ricostruzione (dopo la guerra), sviluppo (anni 60), benessere (anni 70-80), comunicazione (dal 90 alla crisi economica mondiale). Oggi invece è condivisa l’idea che occorra una trasformazione, appunto un rinnovamento. Il tema dell’evento che festeggeremo tra cinque giorni: il Natale.
Questa festa ha al proprio centro un simbolo potente: l’avvento (il sopraggiungere) del nuovo, rappresentato dal Bambino, che compare nella notte immobile e silenziosa (la Stille Nacht), adorato dai pastori ma temuto dalle vecchie strutture di potere (il Re Erode), che lo ucciderebbero volentieri.
Il Natale è un simbolo cristiano, ma la nascita del nuovo, rappresentato da un bambino divino, portatore di cambiamento per tutti, e odiato dal vecchio potere è un Archetipo dell’inconscio collettivo, presente in tutte le culture. Leggi il resto dell’articolo

Proteggere le giovani adolescenti dalle ideologie dei diritti

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 13 dicembre 2010, www.ilmattino.it

Tra i turbamenti che ci accompagnano verso questo Natale, uno dei più persistenti è l’impressione di adolescenza violata suscitata dalle cronache. L’immagine di Sarah prima e di Yara poi, due ragazzine dagli occhi spalancati sul mondo con l’ingenuità curiosa della fine dell’infanzia, l’attesa angosciata dopo la loro scomparsa, hanno suscitato negli adulti, e in moltissimi giovani, nuove paure, e domande.
La paura è che una figlia adolescente sia un agnello che cammina tra lupi camuffati.
La domanda che ci si pone dopo questi eventi è: come proteggere l’adolescenza, questa condizione così in pericolo e indifesa? Come sempre tocca nella vita, per rispondere alla richiesta di soluzione dobbiamo prima attraversare ad occhi aperti la paura, e riconoscere la questione nella sua verità, anche se scomoda. Fingere che il pericolo non esista non fa che renderlo più pervasivo e profondo. Leggi il resto dell’articolo

La “virtù che dona” è relazione, intimità

(Di Claudio Risé, da “PiùVoce. Cattolici in rete”, 9 dicembre 2010, www.piuvoce.net)

Quando il “mercato” delude (come oggi), si fa ancora più intensa la nostalgia, e il bisogno, di dono.

Il mercato (nella sua accezione economica, non quello fisico, che ha ancora un contenuto relazionale forte), è il luogo dell’incontro e scambio con le merci e gli oggetti. Il dono è il modo dell’incontro con la vita, e con l’altro. Mentre il modello culturale dominante indebolisce le relazioni col vivente e l’incontro tra persone per sostituirlo con la brama del consumo, il dono ristabilisce un’intimità umana. Avvicina le persone, consente all’uno, donatore e ricevente, di vedere il volto dell’altro, anche nel senso di penetrarlo intimamente, e lasciarsene penetrare.
Il mercato (nella sua accezione economica, non quello fisico, che ha ancora un contenuto relazionale forte), è il luogo dell’incontro e scambio con le merci e gli oggetti. Il dono è il modo dell’incontro con la vita, e con l’altro. Mentre il modello culturale dominante indebolisce le relazioni col vivente e l’incontro tra persone per sostituirlo con la brama del consumo, il dono ristabilisce un’intimità umana. Avvicina le persone, consente all’uno, donatore e ricevente, di vedere il volto dell’altro, anche nel senso di penetrarlo intimamente, e lasciarsene penetrare.

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Imparare per rimanere giovani

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 6 novembre 2010, www.ilmattino.it

La migliore ricetta per rimanere giovani, ben svegli di testa e di cuore? Non consiste né nella chirurgia plastica, né in pilloline colorate, ma nel continuare a studiare, e a imparare. Grazie alla plasticità del cervello, infatti, le nuove conoscenze apprese sviluppano nuovi circuiti neurali che le immagazzinano ed organizzano, rinnovando così in continuazione le varie zone cerebrali, ed insieme il funzionamento del sistema nervoso, il tono della psiche e di tutto l’organismo.
L’apprendimento di nuove nozioni e competenze mantiene allenato l’emisfero cerebrale destro, il primo a svilupparsi ed il primo a invecchiare con l’avanzamento dell’età. E’ quella la parte preposta appunto a cogliere le novità, i nuovi terreni su cui impegnarsi, e le loro caratteristiche principali. Quando poi saranno diventate più famigliari, le elaborazioni più durature delle “novità” passeranno all’emisfero sinistro, portando anche in quelle zone una ventata di sviluppo e rinnovamento. Leggi il resto dell’articolo

Internet, e i nostri sensi

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 novembre 2010, www.ilmattino.it

La rete Internet, il luogo virtuale che sta diventando la nostra casa, dove ognuno di noi passa ogni giorno sempre più tempo, sta modificando anche i nostri sensi, che cambiano a loro volta il cervello e quindi i comportamenti. Non è, d’altronde, la prima volta che la vita modifica i sensi, e dunque l’uomo.
Per esempio i nostri progenitori usavano molto l’odorato, il naso. Infatti abbiamo un migliaio di recettori dedicati appositamente all’olfatto. Mentre la vista ne ha tuttora solo tre.
I recettori visivi sono però destinati probabilmente ad aumentare in modo vistoso, visto che oggi con la Rete e gli strumenti digitali l’uomo usa sempre di più gli occhi, la vista, e sempre meno il naso, indispensabile invece ai nostri progenitori per «fiutare», e non solo i pericoli, ma anche i luoghi, i percorsi, i piaceri. Leggi il resto dell’articolo