Classi miste, la differenza resta un tabù

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 febbraio 2011, www.ilmattino.it

La differenza è ancora tabù. Ricordare, (lo abbiamo fatto nello scorso Pensieri e passioni), che un quindicenne è diverso, nel corpo e nella testa, dalla sua coetanea, e che la scuola dovrebbe dunque tenere conto delle diversità, valorizzandole, suscita reazioni appassionate. Le mamme, alle prese con la “particolarità” dei loro figli maschi, magari tutt’altro che stupidi ma recalcitranti alla lettura, ringraziano sollevate. Fra i maschi, i figli degli anni 70 protestano vibratamente.
Al blog che ha ripubblicato l’articolo (http://claudiorise.blogsome.com) è così subito arrivato (da Claudia 64) un: «Grazie!!! Come mamma di un 17enne e una 15enne, ogni giorno in prima linea con le differenze adolescenziali a 360°, respiro aria fresca leggendo queste parole!!! E mi vengono in mente i colloqui con le docenti, tutte donne, dove non si fa che protestare che la classe del figlio (a prevalenza maschile), va peggio di quella della figlia (prevalenza femminile).Ci sarà pure un perché se i maschi sono più apatici verso la scuola? E se magari, banalmente, ci fosse bisogno di più insegnanti uomini?». Leggi il resto dell’articolo

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Educare i maschi e le femmine: una questione di differenze

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 febbraio 2011, www.ilmattino.it

I quindicenni italiani leggono meno e peggio delle loro coetanee. Il fenomeno, diffuso in tutti i Paesi, è da noi più accentuato.
Il dato (Ocse-Pisa) è stato letto in Italia come conferma dell’arretratezza dell’Italia, soprattutto dei suoi maschi. È autolesionismo fuori luogo. Il Paese in testa alla differenza di letture tra adolescenti maschi e femmine, infatti, è la Finlandia, finora prima o seconda in tutti i test dell’Ocse: matematica, lettura, scienze, e soluzione dei problemi.
Anche la Polonia, con un’ottima posizione nella classifica complessiva Ocse-Pisa (500 punti su una media di 493), ha una differenza fra maschi e femmine più alta della nostra, 50 punti rispetto ai nostri 46.
Questa classifica è dunque interessante, ma non per affermare che la scuola italiana è in pessimo stato (per dirlo non c’è bisogno della differenza tra maschi e femmine nelle letture dei quindicenni). L’interesse della questione è un altro, come dimostra il fatto che due fra i tre Paesi con differenze più elevate di noi fra maschi e femmine nella lettura sono per il resto in testa alle classifiche complessive. Leggi il resto dell’articolo

Il corpo smarrito dei nostri adolescenti

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 7 febbraio 2011, www.ilmattino.it

Notizie contraddittorie dalla «galassia adolescenti». Una minoranza in via di irrobustimento torna a studiare bene, impara le lingue, viene ammessa in prestigiose università internazionali. La grande maggioranza, però, fatica a fare qualsiasi cosa, arranca, e non è felice. Questo disagio arriva purtroppo a gesti tragicamente assurdi, come il suicidio di Domenika, 17 anni, che temeva di ingrassare, o il colpo in pancia che si è sparato un sedicenne salentino dopo il divieto di playstation.
È necessario chiederci il perché di questi gesti insensati, cercare di individuare le forme di questo disagio, di cosa è fatto, per poter aiutare questi ragazzi. Leggi il resto dell’articolo

Il potere nella rete

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 31 gennaio 2011, www.ilmattino.it

Sarà Internet a ridare la libertà al Nord Africa, rovesciandone i regimi autoritari e i loro capi?
Molti pensano che i movimenti di rivolta che agitano la regione trovino proprio nella rete, oltre che negli sms lanciati dai cellulari, lo strumento perfetto per passare messaggi, convocazioni, avvertimenti; raggiungendo i destinatari in tempo reale e impedendo alle lente burocrazie della repressione (polizia, esercito, servizi segreti), una risposta efficace. È così, ma non è tutto.
Internet è certo usato dai ribelli, ma non è di sicuro sconosciuto ai gruppi integralisti del fondamentalismo islamico, come risulta dalla storia del terrorismo dal 2000 in poi. I capi terroristi hanno per solito una formazione scolastica e culturale perfettamente aggiornata, spesso compiuta in Occidente. Dopo un’iniziale perplessità, hanno rapidamente colto l’enorme aiuto che Internet può dare agli atti di ribellione (infatti l’hanno usato nell’organizzare sia i gruppi che gli attentati), ma, ancor di più, alla loro repressione. Leggi il resto dell’articolo