Allergici al vivente

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 marzo 2011, www.ilmattino.it

Arriva la primavera, e le allergie. Ogni anno più numerose. Entro il 2020 un bambino su due soffrirà di rinite allergica; senza contare tutte le altre.
Perché diventiamo sempre più insofferenti alle sostanze, agli insetti, alla natura? Forse perché ne stiamo sempre più alla larga, la evitiamo, cresciamo in ambienti sterilizzati, e quando poi troviamo un polline, o un batterio, il nostro sistema immunitario va in tilt. L’igiene, è assodato, ha salvato molte vite, ma ci ha resi fragili.
La battaglia tra cultura e natura è stata combattuta contro i sensi più antichi: il nostro naso, che nell’evoluzione sapeva riconoscere quali animali erano nelle vicinanze; il gusto, impegnato assieme al nasco nel riconoscere se un cibo era commestibile, o velenoso; il tatto, che «tastava», il mondo circostante, per valutarne la pericolosità, e le qualità. Leggi il resto dell’articolo

I nuovi maschi faranno i maestri

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 marzo 2011, www.ilmattino.it

Gli uomini torneranno a fare i maestri? È possibile, anche se avverrà gradualmente.
Due sono i motivi di questo ritorno, per ora visibile nella crescita dei maschi tra i candidati a supplenze e insegnamento. Il più evidente è la progressiva perdita di prestigio e di attualità del modello di vita negli ultimi trent’anni: “alti guadagni per alti consumi”. Quello più profondo è il notevole mutamento in atto nelle personalità dei “nuovi maschi”, segnate dalla riscoperta della tenerezza.
Cominciamo dal secondo, che è determinante. Gli uomini stanno cambiando. Chi, come me, osserva il mondo maschile, preoccupato per le evidenti fragilità e squilibri che lo caratterizzavano fin dagli anni 70, non può avere molti dubbi. Leggi il resto dell’articolo

Liberi di studiare o lavorare

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 marzo 2011, www.ilmattino.it

Forse sarebbe ora, come già succede nella maggior parte dei Paesi sviluppati, di lasciar scegliere a loro, ai giovani, se studiare o no. Con l’intesa che la scelta non può essere tra scuola e far nulla, ma tra studiare e lavorare. Dopo tutto, la vita è la loro. E, come ci ricorda l’insegnante (e scrittrice) Paola Mastrocola nel suo provocatorio “Togliamo il disturbo”: «Non tutti nascono soldati o sacerdoti o studiosi. C’è anche chi nasce fabbro, panettiere, meccanico, fotografo». Infatti.
Aiutando i ragazzi ad assumersi la responsabilità delle loro scelte, compresa quella di non studiare, otterremmo almeno tre risultati. Il primo è che migliorerebbe la scuola, dove dopo l’obbligo rimarrebbe solo chi è davvero interessato, chi ha una passione per il sapere, e vuole approfondirla. Vincerebbe il buonsenso che dice che nessuno può imparare se non lo vuole. E tornerebbe nelle aule la naturale alleanza (caratteristica delle scuole funzionanti) tra professore appassionato e sapiente, e studente desideroso di imparare (premessa indispensabile perché, dopo, anche nelle università possa tornare ad imporsi la scienza). Leggi il resto dell’articolo

La ragazza che si vende per gioco

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 7 marzo 2011, www.ilmattino.it

Una ragazza, spesso in vacanza, comunque di passaggio, si finge prostituta. A volte l’esperienza si conclude, apparentemente, senza speciali traumi, a volte ha finali complicati. Come per la ragazza spagnola che, a Roma, dopo l’incontro s’è inventata un abuso sessuale, magari per mettere a tacere i sensi di colpa. In ogni caso, si rivela spesso un’esperienza forte. Tuttavia assai frequente: la maggior parte vengono alla luce solo nello studio del medico, o psicologo. Perché lo fanno? Vale la pena di chiedercelo.
E questo perché, oltre agli episodi, davvero oggi molto numerosi, simularsi prostituta fa parte dell’immaginario collettivo di sempre. Film famosi come «Bella di giorno» del grande Bunuel, o music hall di enorme successo come «Rugantino» illustrano episodi in qualche modo simili: donne che, senza averne nessun bisogno, si fingono prostitute e cercano degli incontri a pagamento. Leggi il resto dell’articolo

Le rivolte nordafricane e l’inconscio collettivo

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 febbraio 2011, www.ilmattino.it

Due immagini dominano l’avviarsi verso la fine di questo inverno del 2011: le piazze mediorientali in rivolta contro i dittatori locali, e i grandi barconi di migranti in viaggio verso le coste europee e l’Italia.
Possiamo cambiare il programma televisivo, o voltare la pagina del giornale, ma quei volti, i rumori delle piazze e il silenzio della nave che si avvicina sono ormai in noi, sono icone del nostro inconscio collettivo. Cosa ci dicono, e che energie muoveranno dentro di noi?
Le immagini potenti, infatti, rappresentano e simboleggiano sempre le forze che le hanno prodotte, e fanno risuonare le energie ad esse corrispondenti nella nostra personalità. Leggi il resto dell’articolo