L’amicizia sentimentale salvagente di coppia

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 18 aprile 2011, www.ilmattino.it

Nelle coppie, l’ultima tendenza è: l’amicizia come stile di relazione. I fidanzamenti si rompono, i matrimoni fanno troppa paura, e così la società liquida cerca nuovi modi per far stare assieme un uomo e una donna che si piacciono e, forse, si amano.
La risposta è la vecchia ricetta (addirittura settecentesca) dell’«amicizia sentimentale»: gentile, flessibile, non troppo esclusiva e capace di garantire una certa distanza fra i due, senza compromettere l’affetto, e neppure il sesso.
In Inghilterra hanno già trovato una sigla e un nome per questa situazione nuova ma antica: FwB, Friends with Benefits, amici con vantaggi, che dà il titolo a un film che uscirà tra poco anche da noi (ma anche Amici, amanti e…, ed altri sono sulla stessa linea). In Italia non c’è ancora la sigla, ma la situazione è ormai diffusa, come sanno psicologi, osservatori del costume, e, naturalmente, gli onnipresenti anche se ben camuffati «trend seekers», vale a dire gli scopritori di tendenze, molto attenti a cambiamenti di questo genere.
Infatti, l’amicizia che diventa il nuovo contenitore dell’amore di coppia, vale miliardi in nuovi consumi, stili abitativi, prodotti mediatici che ne parlano (come appunto questi film), scoperta di nuovi investimenti, e necessità di disinvestire da affari legati alla coppia vecchio stile (per esempio le agenzie matrimoniali). Che dopo anni di trionfi crescenti, sembrano registrare ora un certo affanno: i single sono ormai il gruppo sociale più numeroso in molte grandi città, e le persone cominciano a pensare come starci il meglio possibile, invece che cercare di uscirne ad ogni costo.
Come ogni tendenza, anche questa è nata dal mercato. In questo caso, il mercato dei cuori in pena, di chi si rende conto che oggi è difficile per tutti, uomini e donne, decidere apertamente di mettersi in coppia. Il numero dei fallimenti è così elevato, e con conflittualità così aspre, che sempre più giovani se ne tengono ufficialmente alla larga. Naturalmente dopo aver pagato il pedaggio sociale di «avere la ragazza – o il ragazzo» da adolescenti, quando bisogna farlo per essere ammessi a pieno titolo nel gruppo dei pari, e nessuno poi ci bada quando va a rotoli, perché capita a tutti. Dopo però, a scuole finite, diventano cauti. Centrare il bersaglio è difficile, allora si abbassa il tiro.
In fondo un’amica – o un amico – che ti piace ed è simpatica/o ce l’hanno tutti, mentre una fidanzata/o «giusti», in grado, e che vogliano candidarsi a diventare compagni di vita, e addirittura mariti e mogli, è più complicato. Così, si dà più spazio e attenzione all’amicizia sentimentale, alla ragazza/o che ti piace, ma cui vuoi evidentemente anche un po’ bene, visto che ci passi insieme tutto quel tempo, e sei contento.
Era già accaduto appunto nel 700, secolo di passaggio tra l’Ancien Régime e la modernità, di rivoluzioni e insicurezze, quindi pronto a valorizzare anche ciò che sembrava effimero, poco impegnativo. Anche allora però, si era scoperto, come accade oggi, che partendo da aspirazioni modeste, quasi neppure dette, ci si può innamorare perdutamente, magari in modo definitivo. Proprio perché non si è messo «il carro davanti ai buoi», una situazione istituzionale predefinita, fidanzamento, matrimonio, prima di una relazione solida, un legame sincero.
Anche oggi, mentre le forme tradizionali di famiglia e di rapporti sono in rapido mutamento, appoggiare ogni passo su sentimenti collaudati e su una buona capacità di autonomia, è una richiesta, prima ancora che dell’inconscio, del buonsenso.
Benvenuta dunque amicizia, battistrada dell’amore.

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9 Responses to L’amicizia sentimentale salvagente di coppia

  1. Chiara says:

    Molto interessante questo articolo.
    Quello che vorrei capire io è: queste amicizie sentimentali sono amore, a cui si ha paura di dare il vero nome?
    O sono situazioni di ripiego perchè si ha paura del vero amore (con altre persone, che provocano turbamenti e sensazioni più forti)?

  2. Nathalie says:

    E’ proprio grazie ad un’amicizia sentimentale che sto riscoprendo la gioia di amare (e essere amata) e la fiducia nell’altro sesso, distrutta da un amore passionale precedente.
    Non ne parlo con amici, lo sanno solo in pochissimi fidati, non capirebbero e non voglio critiche nè intromissioni.
    Per ora preferisco così piuttosto che farmi venire l’ansia per cercare a tutti i costi l’uomo della vita. E’ carino, è dolce, è affettuoso con me come io lo sono con lui.
    Sono contenta che gli psicologi stanno comprendendo questo fenomeno sociale di vitale importanza.
    Anche il mio analista stranamente approva! E io che avevo paura a parlargliene. Evidentemente coglie dalle sfumature della mia voce che non corro il pericolo della Grande Illusione che mi hanno dato gli altri, innamorati di me (a sentir loro), ricambiatissimi da me, e che poi si sono dileguati, distruggendomi il cuore e la voglia di vivere…

  3. antonello says:

    Come insegnante vedo quello che dice Risé. I ragazzi, e sopratutto le ragazze, tendono precocemente a “dover avere” il ragazzo o la ragazza, ma di fatto non hanno educazione affettiva cioè non sanno distinguere tra amicizia, innamoramento e amore e così si trovano in situazioni senza senso, come forse tanti matrimoni che finiscono in separazione. Invece credo che l’amicizia sia fondamentale per arrivare poi all’amore maturo anton

  4. Redazione says:

    @ Chiara. Nathalie ci ha già offerto una breve testimonianza di amicizia sentimentale. In genere, direi che non si tratta nè di ripiego, né di paura. Forse di pudore, visto il cattivo uso che si fa della parola amore, e di umiltà, usare una categoria più bassa ( se così si può chiamare l’altezza dell’amicizia) per saggiarne la forza e l’intensità. Qualcosa come la concentrazione necessaria ( ad esempio nello Zen, nel tendere l’arco prima di tirare). Claudio

  5. Nathalie says:

    Esatto, non è un ripiego. E’ un bell’uomo, sexy (questo lato conta moltissimo ;-)), simpatico, affettuoso, caloroso, mi fa ridere e mi tratta bene. Rispetto a tutte le persone maschili che conosco, è stato l’unico capace di starmi vicino nei momenti duri. Secondo me ci vogliamo bene.
    Non è nemmeno paura, infatti. Certo, una passione divorante come quelle che ho vissuto mi fanno paura; e non voglio ripetere l’esperienza.
    Secondo me è una sorta di amicizia ponte che mi sta preparando, mi sta “allenando”, che mi traghetterà verso il “grande” amore.
    Ho questa sensazione vivendo questa esperienza.

  6. Fabio says:

    Una domanda: come si fa a coniugare l’amicizia fra uomo e donna ?!? col sesso?
    Ossia, come si può essere sessualmente attratti da una persona che si considera “amica” ?
    Vi rivolgo questa domanda, perché a me sarebbe assolutamente impossibile avere rapporti sessuali con una donna verso la quale provo dei sentimenti di “amicizia”.

  7. Marta says:

    Molto giusto questo articolo!
    L’aspetto che mi sembra molto importante è che ognuno possa trovare liberamente il proprio modo di poter stare “insieme” all’altro, senza pregiudizi, mode (le peggiori), schemi e quant’altro… e silenziosamente.
    Poi insieme, e col tempo, si può arrivare dove si desidera e non viceversa, partendo necessariamente dal matrimonio o dal fidanzamento nell’accezione classica del termine.
    Penso inoltre che il cuore e l’amina, insieme, possano svelarci il tipo di sentimento, chi altri può farlo? Neppure l’analista.
    Un aspetto che credo sia altrettanto importante da dire è che ogni individuo aneli e senta in Se stesso un desiderio, una strada da percorrere e da “scoprire”, spesso però la strada per arrivarci non è né lineare né scontata, dunque apriamoci con fiducia e senza troppe strutture mentali a nuovi modi di stare insieme ma con un orizzonte che possa aprirsi e ampliarsi, vale a dire, come dice Risé “amicizia come battistrada dell’amore” – bello!!

    Sarebbe anche auspicabile che il mercato non ci metta troppo il “naso” considerando l’amicizia sentimentale come immutabile, uno status quo, bensì un punto di partenza verso nuove vette..
    Marta

  8. Redazione says:

    Il togliere di mezzo l'”amica” come oggetto d’amore è un vecchio modo maschile per “semplificare” la relazione col mondo femminile, che veniva così ridotto all’alternativa (ritenuta + semplice e + facilmente gestibile) santa/puttana. Le cose sono + complicate, per fortuna. Ma è difficile accettare la sfida della complessità. Claudio

  9. Fabio says:

    Caro Risé, non è questione di non voler accettare la sfida della complessità, perché, per quanto mi riguarda, non c’entra nulla.
    Io mi riferisco alla pura e semplice attrazione fisica, che un rapporto di presunta “amicizia” con una donna, può affievolire moltissimo.
    Affetto e sesso non vanno di pari passo.
    Perlomeno questo è quanto succede a me (e non solo a me). La vecchia dicotomia santa/puttana, vale sicuramente per altri uomini, soprattutto di generazioni precedenti alla mia (ho 38 anni), ma non per il sottoscritto.
    Io non sono mai stato schiavo di certe logiche della vecchia società patriarcale: ho sempre ragionato con la mia testa.
    Giusto o sbagliato che fosse.

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