La presenza a se stessi nel mondo che cambia

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 maggio 2011, www.ilmattino.it

Genitori che lasciano il figlioletto nell’automobile chiusa sotto il sole. Politici che si mettono nei guai per una battuta sconsiderata. Dimenticanze ovunque, disattenzioni diventate costume, incidenti spesso mortali. È come se, al culmine del progresso scientifico ed economico, rischiassimo tutti di diventare imprevedibili, stranamente sbadati.
Come mai l’uomo moderno, sapiente e ipertecnologico, si comporta sempre più in modo così evidentemente irrazionale e contraddittorio?
Il fatto è che oggi l’attenzione, la piena presenza psicologica in ciò che si fa, è sottoposta a sfide nuove, e difficili. L’overdose di cose che dobbiamo memorizzare, di strumenti di cui impadronirci e utilizzare, di nozioni e gesti di uso comune cui reagire prontamente, provoca anche assenze improvvise, sciatterie non previste, cadute di stile, di consapevolezza e presenza. Leggi il resto dell’articolo

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Bimbi con due padri, ecco perchè no

(Intervista a Claudio Risé, di Antonio Giuliano, da “La Bussola Quotidiana”, www.labussolaquotidiana.it)

Per chi da anni denuncia la crisi della figura paterna suona quasi beffarda la grancassa mediatica e culturale di chi vorrebbe famiglie con due padri (come Repubblica del 23 maggio “I figli di due padri”). Ma lo psicanalista Claudio Risè ormai non si scompone più: «Nel nostro orizzonte culturale l’essere umano non viene più considerato come una persona con un suo corpo, ma solo come un oggetto prefabbricato. Qui si sta organizzando la produzione di bambini come adorabili oggetti di consumo». Sulla scia di sponsor del calibro di Elton John o Ricky Martin anche in Italia sarebbero un centinaio le coppie omosessuali che ricorrono all’estero (da noi è vietata) alla maternità “surrogata”: in pratica nell’utero di una donatrice che offre a pagamento il proprio utero viene inserito un embrione formato dall’ovocita di una donatrice e il seme di uno dei due padri. E la campagna mediatica si rianima mentre è in corso in parlamento il dibattito sulla legge sull’omofobia.

Professore perché per un bimbo è importante avere un padre e una madre?
In assenza del genitore del proprio sesso, sarà molto difficile per quel bambino sviluppare la propria identità psicologica corrispondente. La psiche maschile e quella femminile sono molto diverse e l’identità complessiva si forma anche a partire dalla propria identità sessuale. Nel caso di maternità surrogata, lo sviluppo psicologico, affettivo, cognitivo di una bimba con due genitori di sesso maschile sarebbe in forte difficoltà: avrebbe problemi nel riconoscersi nel proprio sesso. Lo stesso accade al piccolo maschio.

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Il delirio di onnipotenza si cura con la Comunità

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 23 maggio 2011, www.ilmattino.it

Il mondo è sconcertato per i comportamenti di adulti più o meno gravemente fuori controllo: potenti sotto i riflettori del mondo intero, preti di provincia, politici di vario profilo, e tanti altri.
Ci si chiede insistentemente: perché, e come mai? Forse però non si tiene conto abbastanza che ormai da molti decenni, nell’educazione delle persone, il rispetto per gli altri è un valore secondario.
Gli adulti di oggi, anche gli anziani, si sono formati in una morale individualistica. Leggi il resto dell’articolo

Vittoria o sconfitta, è sempre un dramma

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 16 maggio 2011, www.ilmattino.it

Affrontare la competizione, ed i suoi risultati, è fra le prove più difficili e formative dell’intera esistenza. In essa, infatti, sono presenti le due esperienze più complesse e decisive per la personalità degli individui e dei gruppi: quella della perdita, e quella dell’acquisizione, della vittoria.
L’esperienza della perdita è dolorosa, e mette a rischio la nostra identità. Ma la vittoria non ha, in fondo, rischi minori. In entrambe è in gioco il bene prezioso dell’equilibrio.
Uno dei libri sapienziali più antichi del mondo, l’oracolo cinese I Ching (detto anche «Il libro dei mutamenti»), introdotto in Europa dalla scuola dello psicologo Carl Gustav Jung, presenta, in molti dei «responsi» che offre alle domande dei consultanti, il momento della vittoria come uno dei più difficili dell’esistenza. Appunto per una ragione di equilibrio. Leggi il resto dell’articolo

Torna la voglia di stare insieme

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 9 maggio 2011, www.ilmattino.it

Dopo lunga assenza, si riaffaccia tra le persone l’interesse per il sociale, la condivisione, la ricerca di percorsi e simboli unificanti. I milioni di partecipanti diretti e indiretti a vicende tra loro diverse, come il matrimonio reale e la beatificazione del grande Papa, provano anch’essi, in campi differenti, questo attuale bisogno. La nostra epoca sembra aver esaurito la passione esclusiva per l’individualismo; i cittadini riscoprono il fascino della partecipazione e condivisione.
Perfino nell’ambito più intimo delle persone infatti, nei loro sogni, erano già ricomparsi i riti, le comunità, gli altri; prima di queste celebrazioni anche televisive. D’altra parte anche le tecniche aziendali di gestione delle risorse umane avevano previsto il deperimento dell’individualismo ad ogni costo. Da tempo le aziende hanno notato il bisogno di apertura verso gli altri manifestato dai dipendenti, che rischiano depressioni e cali di motivazioni se vengono chiusi tra i due esclusivi obiettivi della competizione e del guadagno. Leggi il resto dell’articolo

Narciso: quel “bisogno degli altri” che annulla il sé

(Intervista a Claudio Risé, di Maria Pia Forte, dal Giornale di Brescia, 28 aprile 2011, www.giornaledibrescia.it)

Lo psicologo Claudio Risé ha dedicato un saggio al narcisismo, disturbo tipico della nostra «società dell’apparire»: «La ricerca dell’approvazione cancella il proprio io e rischia di generare solitudine»

Nel mito greco l’avvenente Narciso s’innamora della propria immagine riflessa nell’acqua fino a morirne: al posto dell’altero giovane spunterà un delicato fiore, che tuttora porta il suo nome. Anche gli odierni Narcisi amano un’immagine di sé, quell’immagine con cui aspirano a fare colpo sul prossimo, e di Narcisi oggi è pieno il mondo. Ce lo dicono non solo, quotidianamente, fatti di cronaca, rotocalchi e tv, ma anche diversi studi su quella che può considerarsi la malattia del secolo. Su 16.000 studenti americani di 18-19 anni intervistati dalla psicologa Jean Twenge della San Diego State University, il 30per cento sono risultati narcisisti, il doppio rispetto al 1982. «Siamo di fronte – ha commentato Jean Twenge – a una svolta generazionale».
Del dilagare di questo disturbo della personalità si è occupato già in passato Claudio Risé, (nel saggio «Felicità è donarsi. Contro la cultura del narcisismo e per la scoperta dell’altro»), e ne parlerà nel libro di prossima pubblicazione «Guarda, tocca, vivi. Riscoprire i sensi per essere felici» (entrambi per Sperling & Kupfer).

Professor Risé, il narcisismo oggi colpisce in particolare i giovani?
È certo che il narcisismo è il disturbo psicologico più diffuso del nostro tempo. La sua diffusione è tale da spingere i curatori dell’autorevole Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, a chiedersi se non sia il caso di toglierlo dai malesseri elencati, in quanto ormai presente in modo epidemico tra adulti e giovani. Leggi il resto dell’articolo