Bimbi con due padri, ecco perchè no

(Intervista a Claudio Risé, di Antonio Giuliano, da “La Bussola Quotidiana”, www.labussolaquotidiana.it)

Per chi da anni denuncia la crisi della figura paterna suona quasi beffarda la grancassa mediatica e culturale di chi vorrebbe famiglie con due padri (come Repubblica del 23 maggio “I figli di due padri”). Ma lo psicanalista Claudio Risè ormai non si scompone più: «Nel nostro orizzonte culturale l’essere umano non viene più considerato come una persona con un suo corpo, ma solo come un oggetto prefabbricato. Qui si sta organizzando la produzione di bambini come adorabili oggetti di consumo». Sulla scia di sponsor del calibro di Elton John o Ricky Martin anche in Italia sarebbero un centinaio le coppie omosessuali che ricorrono all’estero (da noi è vietata) alla maternità “surrogata”: in pratica nell’utero di una donatrice che offre a pagamento il proprio utero viene inserito un embrione formato dall’ovocita di una donatrice e il seme di uno dei due padri. E la campagna mediatica si rianima mentre è in corso in parlamento il dibattito sulla legge sull’omofobia.

Professore perché per un bimbo è importante avere un padre e una madre?
In assenza del genitore del proprio sesso, sarà molto difficile per quel bambino sviluppare la propria identità psicologica corrispondente. La psiche maschile e quella femminile sono molto diverse e l’identità complessiva si forma anche a partire dalla propria identità sessuale. Nel caso di maternità surrogata, lo sviluppo psicologico, affettivo, cognitivo di una bimba con due genitori di sesso maschile sarebbe in forte difficoltà: avrebbe problemi nel riconoscersi nel proprio sesso. Lo stesso accade al piccolo maschio.

[continua a leggere su La Bussola Quotidiana]

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2 Responses to Bimbi con due padri, ecco perchè no

  1. Dario says:

    somo d’accordo. Tutto qui.

  2. Maddalena says:

    Il desiderio di un figlio sembra essere una delle cose più misteriose e insondabili dell’essere umano, e a quanto pare è un desiderio che accomuna etero e gay. Nell’intervista al prof. Risé appare chiara la necessità della presenza di un padre e di una madre ai fini dello sviluppo psicologico ed affettivo del bambino. Sono due i quesiti che vorrei cortesemente sottoporre. Il primo riguarda il genitore assente, quello del sesso opposto. Ai fini di una crescita equilibrata, può questa figura essere sostituita, nel caso per esempio del padre, da un nonno, uno zio o un amico dei genitori? Il secondo riguarda più un aspetto psicanalitico: viene risolta, la conflittualità dei sessi in senno al complesso di Edipo nel caso di famiglie omoparentali? Grazie.

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