La movida dei ragazzi in corsa verso lo sballo

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 giugno 2011, www.ilmattino.it

Da tre giorni tutti si chiedono perché e come mai. Perché a Milano un giovane di 21 anni, descritto da vicini e custodi di casa come gentile e corretto, ha ucciso e buttato nella spazzatura il suo migliore amico, di vent’anni, per poi violentare e uccidere l’ex fidanzata, sorella dell’amico.
Si ricorda la “socialità” dell’assassino, che aveva, come testimoniano i genitori, “tantissimi amici, e una vita sempre in mezzo alle gente”. È spesso così. Ma sarebbe meglio preoccuparsene.
L’essere sempre “con gli altri” dei nostri adolescenti, e il correre su Facebook per ritrovarli se per caso restano un momento da soli, segnala una preoccupante incapacità di rimanere anche per poco con se stessi, di riflettere.
L’ascolto interiore, la scoperta e coltivazione di sé è indispensabile nell’adolescenza per la costruzione della personalità. Leggi il resto dell’articolo

La riscoperta dei sensi

Guarda Tocca Vivi(Claudio Risé ne parla a Melog 2.0 di Gianluca Nicoletti, 17/06/2011, www.radio24.ilsole24ore.com)

Cosa rimane oggi della nostra sensorialità? I nostri sensi appaiono sempre più impoveriti, sottostimolati, appiattiti dal virtuale, dagli automatismi e dalle astrazioni.

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Matrimonio d’amore, la fine di un mito?

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 giugno 2011, www.ilmattino.it

La famiglia si ripensa. Non tanto attraverso i discorsi sociologici di uffici ed agenzie che se ne occupano a spese dello Stato, ma nella pratica, nei gesti e comportamenti delle persone.
Il crollo nella celebrazione dei matrimoni, il loro crescente scacco (nelle zone più sviluppate dell’Occidente 2 su 3 falliscono), la diffusione dei «singles» (ormai il gruppo più diffuso nelle grandi città), testimoniano di grandi mutamenti, più complessi di quelli rivendicati da politici e media.
In genere, le agenzie politiche e mediatiche tendono a continuare un discorso prevalentemente «sentimentale», che cerca di cogliere «le nuove forme dell’amore». Mentre, osservando cosa succede, soprattutto tra i giovani, emergono valutazioni diverse: progetti di vita, interessi, solidarietà. Leggi il resto dell’articolo

Difficile uscire di scena

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 13 giugno 2011, www.ilmattino.it

Difficile uscire di scena. Questa difficoltà non riguarda solo i personaggi (di cui parlano i media) al vertice della politica, o della grande finanza, o delle Università. Ognuno di noi, nel corso della vita, deve a volte abbandonare una scena. Un lavoro, una posizione, un ambiente sociale, una città.
Questi cambiamenti sono poi, oggi, sollecitati dalla postmodernità, in continua trasformazione. Ma più grande è il potere, più avanzata è l’età, e più uscire di scena sembra difficile.
Ancora più difficile poi in un paese come l’Italia, dove la mobilità sociale è abbastanza scarsa, la popolazione è piuttosto avanti con gli anni, il tasso di natalità è il più basso d’Europa, e i vertici sono per la maggior parte occupati da persone anche molto anziane. L’idea che chi è avanti negli anni debba farsi da parte è invece forte, infatti, nelle società più giovani, dove la spinta al cambiamento è più intensa. Leggi il resto dell’articolo

Paranoici, snob e con le loro ragioni

(Intervista a Claudio Risé, di Nicola Mirenzi, da “Gli Altri”, Settimanale diretto da Piero Sansonetti, 3 giugno 2011, www.glialtrionline.it)

A colloquio con lo psicanalista Claudio Risé

“A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca” diceva Andreotti. Eppure l’idea del complotto, il retropensiero ossessivo, il sospetto che la spiegazione delle cose vada sempre cercata dietro le quinte ha un che di malato. Clinicamente, è un comportamento che si avvicina molto alla paranoia.
Infatti «nelle tesi complottiste», spiega a Gli Altri lo psicanalista e scrittore Claudio Risé, «c’è sempre un atteggiamento paranoico». Fare ipotesi alternative, dedurre cucendo indizi secondari, ricavarne spiegazioni che contraddicono quelle ufficiali: «È una modalità di certe forme ossessive – dice Risé -.
In esse si esprime un bisogno possente di controllo sulla realtà, attraverso spiegazioni altre delle cose che accadono.
Il complottista non si fida di nessuno, e non si fida per principio. Ha un bisogno profondo di sicurezze, di controllo su tutto. E in questo c’è un elemento di potere significativo. Leggi il resto dell’articolo

Recuperare la fisicità per recuperare le emozioni

Guarda Tocca Vivi(Tratto da “TV Sorrisi e Canzoni”, Sez. Salute, 11 giugno 2011, www.sorrisi.com)

L’autore, psicoterapeuta, afferma che attualmente molte forme di disagio psichico sono favorite dalla lontananza dalla natura e dalla scarsa conoscenza del nostro corpo.
Usare Facebook ci sposta verso un mondo virtuale. Ma, secondo la sua tesi, si può riscoprire il significato e lo scopo dei nostri cinque sensi, aggiungendoci il senso di sé, del movimento e degli altri.
Ciò porta a vivere con consapevolezza la vita in tutti i suoi aspetti. Recuperare la fisicità aiuta a riappropriarsi di profonde emozioni che, forse, stiamo perdendo.

La riscoperta dei cinque sensi

Guarda Tocca Vivi(Tratto da "Il Foglio", 08 giugno 2011, www.ilfoglio.it)

“Corpo” è parola chiave del nostro tempo. Ma a mano a mano che il corpo si è fatto “discorso”, per dirla alla Foucault, e cioè discorso “mediatico, scientifico, politico, artistico, addirittura giuridico (i celebrati ‘diritti del corpo’) – più l’esperienza che l’individuo ne faceva si alleggeriva, svaporava, diventava più intellettuale che fisica”, e si trasferiva in uno spazio virtuale e disincarnato.
Basti pensare alla spesa online (non più odori e consistenza saggiata con il tatto, solo un clic), che già arriva dopo il supermarket, luogo dove già tutto è impacchettato e presentato per soddisfare la vista, escludendo gli altri sensi. Gli incontri reali o anche solo telefonici (dove almeno il suono della voce si salva) sono stati sostituiti da quelli in rete, sui social network o su twitter.
In questo pamphlet, Risé parla della sua esperienza di terapeuta, dalla quale emerge un cambiamento di “qualità” dei sogni dei pazienti: la famiglia appare “un contenuto ormai sbiadito”, non ci sono più “le figure di riferimento cui le terapie del profondo riconducevano i conflitti psicologici: la madre, il padre e il legame di affetto, desiderio e odio dei figli verso di loro”.
Che cosa è successo? Un narcisismo dilagante, fissato sulla propria immagine, sterilizza i sensi anche quando li sovrasollecita (come l’udito o la vista), mentre scompare la realtà materiale e rimane solo l’immagine del soggetto.
“Il mondo virtuale usurpa gradualmente quello reale, fino a distruggerlo”. Così, la pornografia online rende insensibili all’erotismo dei corpi in carne e ossa, perché consegnarsi all’eccesso virtuale fa sbiadire la concretezza.
Questo libro propone, a partire dall’analisi della realtà, un percorso di riconquista dei sensi.

Guarda, tocca, vivi. Riscoprire i sensi per essere felici, Sperling & Kupfer, 2011

La sicurezza totale, falso mito moderno

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 6 giugno 2011, www.ilmattino.it

Il batterio (forse) da cetriolo e verdure è solo l’ultima paura contemporanea. In realtà la società di oggi, forse una delle più sicure della storia dell’uomo, è invece occupata da timori che invadono la nostra vita quotidiana. Non tanto quello della morte, che aveva interessato la mente dell’uomo per millenni, ed oggi è tabù. Ma quello, appunto, di malattie, epidemie, della povertà, dell’insuccesso, della solitudine.
Questi timori, poi, ammalano: l’ansia oggi è il disagio più diffuso.
Dove nascono tutte queste paure in una società che, nel suo complesso, non è mai stata così ricca e longeva?
Probabilmente dall’illusione, creata dalla propaganda tecnoscientifica contemporanea, che sarebbe «normale» non avere paura, che la vita dell’uomo possa essere davvero sicura e protetta da ogni rischio come le varie pubblicità, commerciali, politiche o culturali, tendono a far credere. Leggi il resto dell’articolo