La sicurezza totale, falso mito moderno

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 6 giugno 2011, www.ilmattino.it

Il batterio (forse) da cetriolo e verdure è solo l’ultima paura contemporanea. In realtà la società di oggi, forse una delle più sicure della storia dell’uomo, è invece occupata da timori che invadono la nostra vita quotidiana. Non tanto quello della morte, che aveva interessato la mente dell’uomo per millenni, ed oggi è tabù. Ma quello, appunto, di malattie, epidemie, della povertà, dell’insuccesso, della solitudine.
Questi timori, poi, ammalano: l’ansia oggi è il disagio più diffuso.
Dove nascono tutte queste paure in una società che, nel suo complesso, non è mai stata così ricca e longeva?
Probabilmente dall’illusione, creata dalla propaganda tecnoscientifica contemporanea, che sarebbe «normale» non avere paura, che la vita dell’uomo possa essere davvero sicura e protetta da ogni rischio come le varie pubblicità, commerciali, politiche o culturali, tendono a far credere.
Il lavoro psicologico con le persone oscillanti tra ansia, crisi di panico e fobie diffuse, dimostra, infatti, che ciò che genera insicurezza è soprattutto il mito moderno di una possibile e totale garanzia di sicurezza. Quello dell’assenza di pericoli, dell’eliminazione di ogni rischio, è forse il maggiore mito moderno, quello che più rende diversa la nostra vita da quella di tutti i nostri predecessori.
Ogni civiltà precedente ha sempre considerato il pericolo un dato non eliminabile della vita umana, ed ha messo questa consapevolezza al centro di sistemi religiosi o filosofici. Le religioni chiedevano l’aiuto di Dio (o degli Dei) per affrontare il pericolo, le filosofie (come quella stoica, molto importante nell’impero romano), confermavano l’esistenza dei rischi, dato non evitabile della vita umana, e spiegavano come fronteggiarli con serenità, senza lasciarsi travolgere dalle emozioni di paura.
I due approcci, quello religioso e quello laico, fornivano comunque all’uomo un «sapere del pericolo», che lo rendeva più tranquillo di fronte a questo aspetto della vita, di cui la morte non è che l’ultima e definitiva conferma. L’essere umano era comunque consapevole della propria intrinseca debolezza e fragilità, necessariamente esposta a poteri più vasti e forti di lui, come la Natura, o gli Dei. Questo riconoscimento dei propri limiti rendeva, paradossalmente, l’uomo più tranquillo e meno pauroso.
La modernità ha però dato sempre più spazio a una fantasia diversa: quella dell’onnipotenza e invincibilità dell’essere umano. Spesso se ne dà la colpa al pensiero scientifico, ma non è così. L’autentica scienza moderna, riconoscendo la propria caratteristica di fallibilità, è anzi lontana da queste semplificazioni.
È vero però che in alcuni campi, come appunto la medicina, vennero diffuse false certezze, come quelle della vittoria contro ogni malattia infettiva entro il secolo scorso, poi fatalmente smentite dai fatti.
L’insuccesso provoca ora nuove ansie di fronte ad ogni epidemia, vista come un annuncio dell’Apocalisse anziché come un fatto biologico del tutto naturale. La vera fantasia di onnipotenza dell’uomo è generata dalle semplificazioni della propaganda commerciale di prodotti medici o di tecniche di cura, e da ideologie di diverse tendenze, tutte però ansiose di liberarsi dall’ingombrante sospetto che la Natura, e/o la Divinità, detengano poteri non misurabili con quelli dell’uomo.
La vera sicurezza nasce dal riconoscimento del proprio limite.
Negare che possano esistere altre realtà, finora non completamente conoscibili o controllabili, mette in ansia uomini cresciuti nella fantasia di sicurezza totale, ogni volta che questa viene smentita dai fatti.

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3 Responses to La sicurezza totale, falso mito moderno

  1. Riccardo says:

    Non sono d’accordo con la frase:” La vera fantasia di onnipotenza dell’uomo è generata dalle semplificazioni della propaganda commerciale di prodotti medici o di tecniche di cura, e da ideologie di diverse tendenze, tutte però ansiose di liberarsi dall’ingombrante sospetto che la Natura, e/o la Divinità, detengano poteri non misurabili con quelli dell’uomo.”
    In realtà tale fantasia è generata dall’ignoranza dell’uomo nei riguardi della verità; percui tali propagande citate possono prendere piede su menti sciocche.
    Un caro saluto.

  2. Claudia says:

    Io penso invece che sia una grande illusione quella di credere che basti una mente aperta e informata per “esserne fuori”. Fuori dalla mentalità e dalle fantasie di onnipotenza. Questo significherebbe che al mondo siamo tutti sciocchi o quasi. E non è così. Basta pensare a scientology (con il suo fondamento di credenze di controllo sulla mente, sul corpo e in generale sulla vita) e alle persone che vi aderiscono o vi hanno aderito. Tutti poveri sciocchi? No, semmai siamo molto influenzati, questo sì, e la propaganda commerciale è tutt’altro che in mano a degli sciocchi, sanno bene come funziona la nostra testolina. E’ poi sempre vero che l’uomo è un tizio che si fa domande e che vuole risposte. E la risposta “commerciale” prende piede per riempire il buco lasciato da qualcosa che – anche nelle menti più dotate e informate – si è perso in questi ultimi tempi.
    c

  3. armando says:

    Assieme al mito della sicurezza totale, associerei anche il rifiuto della responsabilità personale. C’è sempre qualcosa o qualcuno di esterno a noi a cui attribuire la “colpa” di ciò che ci accade. Cado camminando sul marciapiede e la colpa è del Comune che non lo ha reso levigato. Fumo venti sigarette al giorno e la colpa è della multinazionale che commercia sigarette, e così via fino alla negazione, oltre che della responsabilità soggettiva, anche dell’imponderabile e della fatalità.
    Altro che menti “aperte”. Sono proprio quelle a non ammettere il limite umano che, essendone consapevoli, spinge a comportamenti intelligenti o a prendersi rischi calcolati sapendo di farlo.
    C’è un aspetto apparentemente paradossale in tutto ciò, essendo le fantasie d’onnipotenza compresenti col sentimento di irresponsabilità. Apparentemente, perchè quella compresenza è propria dei bambini, e il nostro mondo da questo punto di vista è davvero regressivo. Siamo considerati e in fondo ci consideriamo come dei bambini bisognosi di ogni tutela e sicurezze che qualcuno di deve garantire. Eterni adolescenti, come il titolo del libro di Robert Bly.
    armando

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