Paranoici, snob e con le loro ragioni

(Intervista a Claudio Risé, di Nicola Mirenzi, da “Gli Altri”, Settimanale diretto da Piero Sansonetti, 3 giugno 2011, www.glialtrionline.it)

A colloquio con lo psicanalista Claudio Risé

“A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca” diceva Andreotti. Eppure l’idea del complotto, il retropensiero ossessivo, il sospetto che la spiegazione delle cose vada sempre cercata dietro le quinte ha un che di malato. Clinicamente, è un comportamento che si avvicina molto alla paranoia.
Infatti «nelle tesi complottiste», spiega a Gli Altri lo psicanalista e scrittore Claudio Risé, «c’è sempre un atteggiamento paranoico». Fare ipotesi alternative, dedurre cucendo indizi secondari, ricavarne spiegazioni che contraddicono quelle ufficiali: «È una modalità di certe forme ossessive – dice Risé -.
In esse si esprime un bisogno possente di controllo sulla realtà, attraverso spiegazioni altre delle cose che accadono.
Il complottista non si fida di nessuno, e non si fida per principio. Ha un bisogno profondo di sicurezze, di controllo su tutto. E in questo c’è un elemento di potere significativo.
Ricostruendo la realtà in un altro modo egli cerca di affermare un potere su una realtà che gli sfugge. E questo ci fa tornare alla fisionomia della personalità paranoide. Perché il paranoico è una persona che desidera esercitare un potere che non ha. E allora cerca di farlo con le produzioni mentali, non con l’azione. Perché l’azione è un esercizio effettivo di potenza, comporta sempre l’assunzione di responsabilità».

Lettino a parte: è possibile che dubitare delle versioni ufficiali sia sempre malsano? Non potrebbe essere invece un esercizio di verità, un lavoro di ricerca e ispezione più penetrante?
«In psichiatria si dice che il paranoico ha le sue ragioni», risponde Risé. «Infatti se uno vuole trovare nemici, li trova. Perché nel mondo non tutti ci amano e alcuni sono contro di noi. Se uno sceglie questa strada, qualcosa troverà. Ma questo non è un punto risolutivo.
Nell’atteggiamento paranoico c’è una posizione di tipo magico, la ricerca di una spiegazione complicata e intricata, laddove la realtà fornisce una spiegazione sempre più semplice. Questo è vero anche per i complottisti. Alla base delle loro teorie c’è il tentativo di controllare la realtà, complicando e rovesciando le spiegazioni ufficiali.
Non si tratta di una negazione, ma di una difesa nei confronti della realtà. Che si realizza con una separazione dall’altro. Perché il complottista è anche una persona elitaria, altezzosa, che nel profondo rifugge il confronto. E che assume un atteggiamento di superiorità perché in realtà non regge il contraddittorio.
Certo dipende da come la posizione complottista viene declinata di volta in volta. Perché non ogni spiegazione complessa è complottarda. A volte le cose sono davvero molto intricate».

Recentemente abbiamo assistito al presunto incastro a danni di Strauss-Kahn. Nonché all’uccisione (da alcuni messa in dubbio) di Bin Laden. Però il legame tra politica, complotto e paranoia è in realtà molto antico.
«L’elemento veramente nuovo è il web. Che si presta molto alla diffusione delle tesi complottiste. Essendo capace di stabilire un contatto immediato tra persone che la pensano allo stesso modo.
In passato l’affermazione di una teoria del genere aveva bisogno di molto tempo per consolidarsi. Oggi è di gran lunga più facile. E come per la maggior parte dei disturbi, il web funziona come moltiplicatore: aumenta la potenza di fuoco, l’infiammazione cerebrale».

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2 Responses to Paranoici, snob e con le loro ragioni

  1. Claudia says:

    Posso dire la mia? Ebbene: GRAZIE, MAI VISTA LA QUESTIONE SPIEGATA COSì BENE.
    Grazie davvero per quest’intervista.
    Caudia

  2. armando says:

    Da un certo punto di vista non mi sorprende che Gli Altri abbia intervitato Claudio sul complottismo. Sansonetti ha avuto sempre posizioni articolate su questi aspetti. Dall’altro vorrei però ricordare che quando Sansonetti ne era direttore, “Liberazione” (il quotidiano di Rifondazione Comunista), titolò su pagina intera “Maschio assassino”, imprimendo agli uomini, rei di complottare giornalmente contro le donne violentandole e uccidendole, lo stigma peggiore. Bel complotto, vero Sansonetti? La verità è che il reale, come scrive Claudio, è complesso e occorrerebbe ce ne ricordassimo tutti, sempre.
    armando
    armando

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