Godetevi la vita: il risveglio dei sensi

Guarda Tocca Vivi(Di Benedetta Frigerio, da “Tempi”, 20 luglio 2011, www.tempi.it)

Ma quale vittoria della materia, è il trionfo della disincarnazione. Ci siamo sbarazzati di una fede formale e abbiamo finito per imporci catene anche peggiori. Quelle dell’immagine. Risé alla guerra per un’autentica liberazione del corpo

L’aveva già capito Gilbert Keith Chesterton che «il diavolo non può rendere cattive le cose, esse rimangono come erano il primo giorno della creazione. Solo l’opera del cielo era materiale, la creazione di un mondo materiale, l’opera dell’inferno è totalmente spirituale». Una fuga dalla contingenza, quella descritta dallo scrittore inglese, oggi più che mai attuale. Lo psicoterapeuta Claudio Risé ne ha indicato le fattezze, i pericoli e le vie di scampo in un libro, Guarda, tocca, vivi. Riscoprire i sensi per essere felici (Sperling & Kupfer). «Perché, anche se potrebbe sembrare il contrario, nella nostra società lo spirituale trionfa sul materiale, il proibizionismo sulla libertà, lo svilimento dei sensi sul godimento», osserva Risé a Tempi.
Eppure su giornali, in tv e nella pubblicità le immagini di corpi e materia impazzano. Mentre il sesso è ormai completamente sdoganato e a cominciare dall’adolescenza diventa sempre più una forma di dipendenza. Ma Risé mette in guardia dall’apparenza: «La nostra civiltà sembra esaltare la fisicità e la sessualità, in realtà le svilisce, scambiandole con la loro immagine». Viviamo nell’era della visualizzazione. Della scena ridotta alle misure dello schermo. Dove non si odora più, non si gusta, non si tocca e si ode a una sola dimensione. Il corpo è ormai etereo, plastico. E la sua rappresentazione irreale. Non è più vissuto né usato interamente, così se ne è perso anche il valore spirituale. È come se cercando di fuggire la materia per vivere lo spirito avessimo perduto entrambi».
Il paradosso è che questo processo di svuotamento dei sensi sia iniziato proprio negli anni della cosiddetta rivoluzione sessuale, che aveva fatto del riscatto del corpo il suo vessillo. Risé lo spiega così: «Il Sessantotto ha cercato una liberazione del corpo mentale e intellettuale, per nulla concreta. Si è opposto a un cristianesimo ridotto a forma, ma invece che recuperarne il senso l’ha rifiutato in toto. Il cristianesimo, in realtà, è l’unica religione che esalta la carne e dà valore alla forma, con un Dio che ne fa il veicolo del divino. È questo aspetto che andava ricompreso, insieme al significato dell’istinto e delle pulsioni».

Sessantottini e farisei
Ma è chiaro, secondo Risé, che i “rivoluzionari”, una volta preso il potere, non avevano più ragioni di volere l’uomo libero, capace di usare il proprio corpo per raggiungere la pienezza dello spirito: più semplice fargli credere di esserlo, per “tenerlo buono”. «Non a caso Cristo non piaceva ai padroni del tempo. Lo dice lui stesso: «È venuto Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori». Nel primo caso da parte loro c’è il rifiuto dell”‘alto”, nel secondo del “basso”. Ma Cristo viene proprio per vincere questa separazione che caratterizza tutte le devianze. Gesù viene a purificare la materia indicandone il senso, non “saltandola”. Così ha permesso all’uomo di goderne veramente, portando a compimento i sensi».
Oggi invece – è la tesi dello psicoterapeuta – l’uomo è in preda a semplici surrogati del vero piacere.
Tra gli altri, descritti nel volume, ci sono la pornografia, che svilisce il rapporto e lo riduce a immagine, eliminando tatto e olfatto: la sessualità costretta dentro rapporti fugaci, mai approfonditi; internet e il web, che ci fanno sentire in contatto con tutti nello stesso momento in cui annullano ogni rapporto sensoriale. «Questi piaceri veloci, più facili ma parziali, non fanno altro che renderci solo più infelici. Si parla di società permissiva, finalmente redenta da vincoli bigotti, quando invece siamo più schiavi che mai, lo dice, oltre che l’inibizione dei rapporti interpersonali, anche quella dei codici di comportamento e di pensiero: il politicamente corretto è potentissimo. Tanto che abbiamo paura di pensare controcorrente, perché schiavi del pensiero di chi ci sta vicino, che normalmente è quello dominante. Temiamo il nostro volto diverso. La nostra identità è un tabù».
Persi nelle immagini, non abbiamo più quelli che Risé definisce «senso del sé» e «senso dell’altro». Immersi in un dominio della tecnologia che comprime il mondo e rischia di «imprigionare le mosse e le esperienze reali dell’uomo, rendendolo fragile e monco, incapace di sostenere rapporti personali davvero liberi».
Per questo i nostri tempi, pur apparendo come erogatori di infinite possibilità, sono invece fulcro d’ansia, frustrazione, depressione, anoressia, autismi.
L’intenzione del libro è descrivere questi pericoli perché il lettore se ne renda conto, non certo per spaventare ulteriormente: «Se dipingessi solo le contraddizioni rischierei di fare esattamente il gioco del demonio, amplificando i limiti del mondo e spingendo alla fuga, che io invece scongiuro. Lungi da questo, il mio intento è piuttosto quello di aiutare l’uomo a rimpossessarsi della sua libertà. Innanzitutto mostrandogli i pericoli, ma poi indicandogli le vie d’uscita, perché torni ad accettare la propria responsabilità: siamo noi a decidere fino a che punto usare i sensi o le tecnologie nei rapporti amicali, sessuali o naturali. Comprendere che possiamo scegliere e iniziare a esercitare la libertà è il primo modo per uscire dalla schiavitù».
Perciò si può benissimo combattere la dipendenza da tv e internet, cosi come dalla droga. «Si può decidere di non vivere rapporti “leggeri”, di non fare bambini con le macchine o le provette, di non difendersi dalle conseguenze della sessualità con pillole e lattice ma di viverla appieno. E una volta provato quanto ci si stava perdendo, diventerà sempre più facile “disintossicarsi”».

Quella strana paura dell’istinto
Ma come fare a convincere un uomo che – si legge in Guarda, tocca, vivi – è ossessionato dalla «paura del basso» e dalle conseguenze incontrollabili dell’istinto?
«Questa insicurezza e mania di controllo è propria soprattutto dei più giovani. La nuova generazione, guardando alla vecchia, ha capito che l’assolutizzazione dei sentimenti non basta a garantire l’eterno cui aspira. E ha visto che le pulsioni possono addirittura trasportare verso chine pericolose, per cui le usa, ma solo fino a un certo punto. I figli del Sessantotto hanno il terrore della libertà distruttiva dei loro padri. E questo contribuisce a farli scappare dall’uso pieno dell’istinto, fino alle sue conseguenze generative, le uniche che possano darci stabilità e realizzarci».
È il motivo per cui Claudio Risé ha scritto questo libro, «perché i nostri figli non commettano l’errore di buttare via il bambino con l’acqua sporca come abbiamo fatto noi con i nostri genitori: abbiamo scacciato il formalismo e con esso i suoi contenuti. Ora urge sbarazzarsi del finto libertinismo, non dimenticando i sensi e l’istinto, ma piuttosto riappropriandosene per usarli fino in fondo».

Benedetta Frigerio, da “Tempi

Advertisements

One Response to Godetevi la vita: il risveglio dei sensi

  1. antonello says:

    Segnalo, a conferma di quanto Lei dice nel suo nuovolibro, l’articolo del Corriere della Sera “Felicità è giocare all’aperto”. Uno studio dell’American Journal of Play fa notare che nei bambini che non giocano più a contatto con la natura si sviluppano varie patologie: ipernarcisismo, disturbi relazionali, aggressività… Inoltre lo studio esamina l’atteggiamento genitoriale sbagliato che, per varie paure, impedisce ai bambini di giocare oltre le mura di casa. Si trova in http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_30/felicita-bambini-studio_d3aa5974-d303-11e0-874f-4dd2e67056a6.shtml

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: