Uomini vuoti di un mondo che perde i sensi

Guarda Tocca Vivi(Di Maria Pia Forte, da “La Sicilia”, 13 settembre 2011)

Uomini vuoti, uomini impagliati, “in una valle di stelle morenti”: questo rischiamo di diventare. A somiglianza degli “Hollow Men” del noto poema di T.S. Eliot, vuoti dentro e senza presa sulla terra, “come il vento nell’erba secca o i piedi dei topi sul vetro rotto”.
Il vuoto interiore che spinge tanti a ricorrere allo psicoterapeuta “non riguarda quasi mai la testa, che è in genere fin troppo piena”, bensì “nasce dalla mancanza o dalla debolezza del contatto con la pancia: a partire dal ventre, è tutta l’interiorità organica ed emozionale che ci sfugge”.

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Le passioni senili di un Paese di vecchi

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 settembre 2011, www.ilmattino.it

Fare figli, o guardarsene bene? E, casomai, come tirarli grandi?
La famiglia è oggetto di attenzioni multiple e contraddittorie. Tutte le autorità, da quelle economiche a quelle civili, raccomandano di riprodursi senza esitazioni, anche per garantirsi una pensione.
Farli, dunque, ma attenzione. Non cicciotti, perché rivelatori della tua incapacità di tenerli a dieta. Neppure violenti, perché le vittime potrebbero, anni dopo, pignorarti la casa. Come accaduto a due genitori nel Milanese.
Non farli da vecchi, perché anche in quel caso potrebbero essere dati in adozione. Tra le motivazioni addotte in una recente sentenza, infatti, figurava anche l’eventualità di “rimanere orfana”: rischio, a dire il vero, da cui l’essere umano non ha mai potuto essere esentato, e che non si vede come una diversa collocazione genitoriale potrebbe evitare. Leggi il resto dell’articolo

Il marketing cerca di riportarci allo stato primordiale

Guarda Tocca Vivi (Intervista a Claudio Risé, di Roselina Salemi, da “La Stampa”, 5 settembre 2011, www.lastampa.it)

C’è chi viene catturato da fragranze muschiate, e chi ne è inorridito, chi ama quelle di agrumi, e chi le trova sdolcinate e irritanti… Dipende da chi sei, da come profumava la prima ragazza amata, dal tuo immaginario.
Ogni olfatto narra la biografia della persona, il funzionamento dei suoi organi e del suo cervello.
Nel saggio «Guarda, tocca, vivi» (Sperling&Kupfer) Claudio Risé, psicoterapeuta e, fino al 2008, docente di Psicologia dell’Educazione a Milano, sostiene che l’odore è un veicolo potente: catalizza memorie e ricordi.

Professore, ci spiega come funziona?
L’olfatto è un senso antichissimo legato alla sopravvivenza e al piacere. Serviva ai nostri progenitori per annussare l’avvicinarsi del nemico. Ma è importante nell’incontro erotico e nella buona armonia di coppia.

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L’esaurimento sentimentale

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 settembre 2011, www.ilmattino.it

Sono sempre più numerosi. Arrivano dallo psicoanalista ancora un po’ storditi, ma composti, senza le improvvise crisi di pianto, o i pugni stretti sul bracciolo della poltrona, di chi ha appena scoperto di essere tradito/a. Sono gli abbandonati per disamore.
La moglie, o il marito, ha appena rivelato che da tempo non prova più niente per il coniuge. Non c’è un altro amore, una passione nascosta. Semplicemente, non c’è più amore. Anzi: «Non c’è più niente». È il nichilismo sentimentale.
Non è un fenomeno improvviso: andava crescendo da un po’, e nutre da tempo il fenomeno dei «single di ritorno»: le persone, in crescita esponenziale, che escono dalla coppia, e non vogliono più saperne di ripetere l’esperienza. Non si tratta di un fenomeno solo italiano: anche in Inghilterra, già da qualche anno, ci sono studi e statistiche che mostrano come la fine dell’amore sia ormai la prima causa di divorzio, davanti al tradimento. Leggi il resto dell’articolo

Il successo del piccolo borgo antico

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 settembre 2011, www.ilmattino.it

Il grande successo turistico italiano di quest’anno? I piccoli paesi, col loro borgo secolare ben mantenuto, pochi abitanti, case storiche, botteghe artigianali: la memoria italiana dal Medio Evo in poi.
Non solo da noi, d’altra parte, è forte la nostalgia del borgo, del nucleo abitativo tradizionale, raccolto in un fazzoletto di metri quadri, e amato innanzitutto dai suoi abitanti. Quando il grande si rivela pericoloso, inquinato, stancante, si riscopre di nuovo che “piccolo è bello”.
La Francia ha avviato già da anni, con crescente successo, la certificazione dei Villaggi più belli di Francia, con la loro guida e la loro promozione turistica. Ed anche in Italia, i Borghi più belli d’Italia (oggi 202, ma già con una lista d’attesa di 300 desiderosi di entrare), sono ricercati sempre di più come meta turistica, viaggio romantico, sogno di una vita diversa (hanno tra l’altro il loro Festival proprio in questi giorni, a Castell’Arquato e Vigoleno, sulle colline piacentine).
Non è solo un fenomeno di marketing, quanto la spia di bisogni diversi, di una condizione psicologica complessiva nella quale si trovano sempre più persone, di ogni età. Leggi il resto dell’articolo