La personalità inclusiva e la curiosità per il diverso

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 ottobre 2011, www.ilmattino.it

Qual è il sintomo più preciso dell’equilibrio psicologico, negli individui come nei gruppi? L’interesse per la differenza, per la varietà, per la molteplicità dei caratteri e delle posizioni.
L’Io forte è un Io tollerante. Quando le avversioni, le rabbie e indignazioni si moltiplicano, quando il diverso non ci interessa, ma ci è intollerabile, allora vuol dire che il nostro equilibrio vacilla.
Così accade anche nei gruppi, nelle aziende, nei partiti.
L’equilibrio è curiosità, e tolleranza. Accettare, ed anche interessarsi alle diversità altrui, dei figli, degli stranieri, di chi è diverso da te, non richiede particolari qualità morali. Rivela piuttosto una psiche tranquilla, perché capace di colloquiare e confrontarsi con i diversi lati della nostra personalità: il giovane in ricerca, lo “straniero” (aspetti di noi ancora non conosciuti), il “dissidente” (le tendenze polemiche, oppositive). Leggi il resto dell’articolo

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I preziosi confini delle passioni

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 17 ottobre 2011, www.ilmattino.it

Se un bambino non protesta mai qualcosa non va bene, lo sviluppo vitale rischia di incepparsi. Anche protestare sempre, però, lo danneggia: fa del grido la sua attività principale, distogliendolo per esempio dal gioco, dall’osservazione, e da altri momenti indispensabili per lo sviluppo.
Lo stesso accade negli adulti, e nei gruppi umani. L’indignazione è necessaria, ma non basta a definire un’identità. Lascia un vuoto che altri riempiranno. Stravolgendo, spesso, le posizioni iniziali.
E’ quanto rischia di accadere nei gruppi di indignati che, partiti da posizioni pacifiche, a volte ludiche e burlesche, sono stati recentemente invasi da roghi e barricate. Ciò che accade nel gruppo riproduce ed amplifica quanto spesso si manifesta nella personalità di chi vi partecipa. Leggi il resto dell’articolo

Le madri cattivissime e il ritorno alla fisicità

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 10 ottobre 2011, www.ilmattino.it

Il mondo femminile è in conflitto. Le donne credevano di essersi liberate dell’oppressione maschile, spiega la filosofa del femminismo Elizabeth Badinter, ma sono cadute in nuove schiavitù, in parte create da loro stesse. A cominciare dal voler essere madri perfette, che non sbagliano una mossa nell’accudire e crescere i propri figli. A questa denuncia ne seguono altre, soprattutto da donne provenienti da altre culture, che giudicano debole lo stile familiare ed educativo occidentale.
Ciò che le donne, ed anche gli uomini, credevano eventi liberatori, dall’”invenzione” del biberon come seno artificiale destinato a liberare la madre dalla “schiavitù” della poppata, alle leggi sul divorzio e l’aborto, al controllo delle nascite e al lavoro femminile, hanno finito col creare nella donna stessa nuovi, imprevisti, vincoli, più nascosti ma più potenti della precedente retorica “patriarcale”.
Badinter addita tra i maggiori responsabili di questo imprevisto sviluppo quella che chiama: “ideologia naturalista”, vale a dire un insieme di scoperte, e quindi comportamenti, di origine medica, pedagogica, psicologica, che hanno rimesso al centro del benessere individuale il rapporto madre-bambino nei primi anni di vita. Leggi il resto dell’articolo

Insegnare i rischi della cannabis e delle altre droghe

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 3 ottobre 2011, www.ilmattino.it

Avrebbe senso sottoporre gli insegnanti a test antidroga? La questione si è posta a Firenze, dopo che una maestra chiusa in bagno per iniettarsi eroina ha rischiato l’overdose, se i colleghi non sfondavano la porta.
L’assessore all’educazione del Comune, Rosa Maria Di Giorgi, ha lanciato la proposta del test antidroga. In TV (Unomattina) gli spettatori erano fortemente favorevoli al test, mentre l’ospite in studio ha riproposto lo slogan “di spinello non è mai morto nessuno”. Ma è vero?
No, non lo è (a parte il fatto che l’episodio di Firenze riguardava l’eroina, sostanza a cui peraltro si arriva, come per le altre, partendo in genere proprio dall’innocuo spinello). Che di cannabis si muore lo provano, tra mille altri dati, i grandi cartelli stradali che in Francia, come in Svizzera ed altri Paesi, mostrano un tremendo incidente, con accanto il numero dei morti all’anno, e l’invito a non guidare l’auto dopo aver consumato cannabis. Leggi il resto dell’articolo

L’Europa è malata. Nella testa

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 26 settembre 2011, www.ilmattino.it

Il declino dell’Europa preoccupa il mondo. Dall’americano Tim Geithner ai Brics (i Paesi più ricchi del globo), tutti invitano l’Europa a svegliarsi, a produrre e creare ricchezza, non debiti. Si punta il dito verso l’economia mal gestita. Siamo sicuri che l’origine del male stia lì?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità dell’ONU ricorda che nell’ultimo anno il 27% della popolazione europea ha sofferto di almeno un tipo di disturbo mentale.
L’Europa è malata. Innanzitutto nella testa.
Soltanto tra la popolazione adulta (che non è peraltro messa peggio di quella giovanile) 83 milioni di persone sono state colpite. Si tratta di una quantità impressionante di malessere, invalidità e di costi sociali. E’ però una stima approssimata per difetto, perché si è tenuto conto solo delle patologie più note ed evidenti, e non si sono raccolti i dati sulle persone di più di 65 anni, il gruppo in cui compaiono gran parte delle malattie mentali degenerative dell’età avanzata. Leggi il resto dell’articolo