Il Bambino, un bene ormai raro

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 dicembre 2011, www.ilmattino.it

Sta per arrivare il Bambinello, ma in Italia di bimbi ne nascono sempre meno. Anche il rapporto Istat 2011 racconta come la natalità diminuisca ancora, e nel 2010, con 561.944 neonati (di cui 78.082 stranieri) tocchi il punto più basso dal 1995.
La crisi non c’entra molto con questa tendenza, cominciata ben prima di essa, e, a quanto pare, destinata a durare. Gli immigrati, ben più poveri di noi, sostengono anzi la media dei nuovi nati. E’ il modo di guardare ai bimbi che sta cambiando.
Ormai (anche in demografia) si parla dei bambini come di “beni”, discutendo se sia un bene “privato” o “pubblico”. Anche nella questione della riproduzione, insomma, come in ogni campo, prevale una visione economica. Il bambino è solo in un secondo tempo una persona, il risultato di un rapporto affettivo, che si lega alla continuità personale dei genitori e della famiglia. E’ visto innanzitutto in quanto “bene” (l’inglese: “asset”): lo stesso termine usato per automobili, case, oggetti.
Il rapporto coi bambini diventa così meno spontaneo, diretto, in un certo senso meno “umano”, e molto più studiato, meditato. Soprattutto: calcolato. E poiché acquistare un “bene” è questione più complicata del fatto, naturale, di fare un bambino, di questi bambini-bene se ne fanno di meno. Leggi il resto dell’articolo

Quando le adolescenti vogliono il figlio

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 dicembre 2011, www.ilmattino.it

Adolescenti incinte. Una realtà antica, che oggi assume nuove forme, in una società che considerava questo evento una difficile ma risolvibile eccezione.
Il caso dei genitori di Trento, che hanno chiesto al Tribunale dei minori di imporre alla figlia sedicenne di abortire, mentre lei vuole tenere il bambino, è adesso finito sui giornali per via del tentativo di coinvolgere le Istituzioni. Ma nelle professioni di aiuto, come la psicoterapia, si sa bene che il fenomeno è ormai frequente.
Le gravidanze minorenni prendono ora svolgimenti inattesi. All’origine del moltiplicarsi del fenomeno ci sono naturalmente i forti cambiamenti nella sessualità dei ragazzi, e negli stili educativi dei genitori. Tutto è però complicato, anche rispetto alle aspettative genitoriali, dal veloce mutamento della posizione dei giovani nei confronti della soluzione tradizionalmente adottata: l’aborto. Oggi invece, come nel caso di Trento, sono sempre di più i ragazzi, sia femmine che maschi, che vogliono tenere il bambino. Leggi il resto dell’articolo

Psicologia della stagnazione

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 dicembre 2011, www.ilmattino.it

Psicologia ed economia descrivono la stessa realtà: l’uomo. Ecco perché l’espressione “opulenta stagnazione”, usata da Giuseppe De Rita per presentare l’Italia nell’ultimo rapporto Censis, coglie esattamente anche la posizione psicologica dell’italiano medio. Opulenta, distante dalla storia familiare fatta in gran parte di agricoltura povera, e diversa anche dagli altri europei, più indebitati, con meno proprietà. Però stagnante: con pochi progetti, e scarso investimento sul futuro.

Da dove deriva la tendenza alla stagnazione?

Dal punto di vista psicologico, la stagnazione si manifesta quando la persona ha l’impressione di essere “arrivata” da qualche parte, e per il momento non ha un grande interesse a modificare la situazione, a cambiarla assumendosi i rischi sempre presenti nel cambiamento.

Nell’adolescenza, fa così il ragazzo che si è guadagnato il rispetto di compagni e professori e, (come lamentano poi gli insegnanti protestando coi genitori) “vive di rendita”: non studia più, pensando che quanto ha imparato gli basti. Leggi il resto dell’articolo