Paure e incubi dell’uomo macchina

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 febbraio 2012, www.ilmattino.it

Quali sono le paure più diffuse in questo “tempo della crisi”? A giudicare da quanto si vede in psicoterapia, la paura della povertà è presente ma non sempre genera malessere psichico. Quella l’uomo la conosce (magari nel racconto familiare), anche se non l’ama; sa che ci si può convivere.
La paura che fa star male, e che oggi si diffonde, è quella di venir trattati sul lavoro e nella società come cose. Ciò spiega anche buona parte della riluttanza giovanile a inserirsi nelle aziende.
Giovani pieni di buona volontà, che si cimentano con ambite (anche se assai esigenti) opportunità di lavoro, di notte sognano di diventare gradualmente macchine, robot, o di venire divorati dagli squali.
Raramente si tratta di persone viziate, con poca voglia di lavorare sodo. Sono in genere intelligenti, ambiziosi, con forte senso del dovere, tanto da accettare ritmi di lavoro superiori alle 10 ore al giorno, come è ormai corrente nei posti “importanti” delle grandi città. Non hanno vizi, né nevrosi particolari. Leggi il resto dell’articolo

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Divorzio breve: una legge che rende malati i nostri figli

(Intervista a Claudio Risé, di Paolo Nessi, da “Il Sussidiario”, 24 febbraio 2012, www.ilsussidiario.net)

DIVORZIO BREVE. Ciò che tradizionalmente si intende definire “società” assume via via la parvenza di un pulviscolo indifferenziato. Le forme relazionali che di consueto si instauravano tra le persone sono, sempre più spesso, sostituite da temporanei e quasi accidentali interscambi tra singoli. Come leggere, altrimenti, l’ennesimo passo del Parlamento italiano nella direzione di favorire sempre di più non tanto la famiglia, quanto chi ne ha una e vuole disfarsene?
Ieri, infatti, la Commissione Giustizia della Camera ha completato l’esame degli emendamenti sulla proposta di legge relativa al divorzio breve. Tutte le correzioni sono state ritirate, salvo quella del relatore Maurizio Paniz che prevede la riduzione a un anno per il periodo di separazione prima di ottenere il divorzio (ora è di tre) mentre sarà di due anni in caso della presenza di figli minori. Cosa sta succedendo all’Italia (e al mondo)? Lo abbiamo chiesto a Claudio Risé.

Come interpreta la decisione della Commissione?
Mi sembra che la società occidentale si sia incamminata ormai da tempo, almeno dagli anni 70, sulla strada della precarietà dei rapporti tale per cui il rapporto breve viene reputato pratica normale, mentre quello di chi decide di impegnarsi per tutta la vita è valutato eccezionalmente.

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Il mondo va in città

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 febbraio 2012, www.ilmattino.it

La popolazione mondiale sta correndo verso le grandi città. Nel 2030 il 60% dell’umanità vivrà nelle metropoli. In Cina, questo cambiamento è ormai realtà.
Le megalopoli, però, sviluppano anche numerosi malesseri: dalle cardiopatie alle psicosi, dall’obesità alla schizofrenia. Ma allora perché 180 mila persone al giorno vanno proprio lì? Non solo perché nelle città c’è più lavoro, e più denaro. Ci sono anche altre opportunità. Da riconoscere e valorizzare, per renderle utilizzabili.
Chi ogni giorno va in città, cerca (col denaro e il lavoro), più socializzazione, modelli e stili di vita più numerosi e variati, maggiore cultura, possibilità ampie di istruzione per i figli. Leggi il resto dell’articolo

Il necessario ritorno dei lupi

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 13 febbraio 2012, www.ilmattino.it

Malgrado alcuni falsi allarmi, sembra che i lupi comparsi con la neve ai bordi dei boschi appenninici non abbiano finora azzannato nessuno. Etologi e ambientalisti hanno così potuto rispiegare che i lupi sono indispensabili per ridurre le mandrie di cinghiali sempre più numerose e le devastazioni di culture da loro compiute, come per altri problemi attuali del territorio. L’uomo, però, ha paura del lupo. Perché rappresenta una sua parte selvatica, oscura, che preferisce non vedere.
L’istinto dell’uomo non è, infatti, solo quello domestico del cane. Il quale d’altra parte una volta abbandonato dal padrone (molti lo fanno), è sempre pronto a riprendere la strada della montagna dove diventa anche più selvaggio dei lupi: sembra che fossero di cani inselvatichiti i morsi di questi giorni nel riminese. Leggi il resto dell’articolo

L’assalto al potere dei narcisisti disturbati

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 6 febbraio 2012, www.ilmattino.it

Quando la TV annuncia che qualcuno ha rubato milioni alla collettività, la maggior parte degli spettatori pensa che è un mascalzone, e un furbo. Quando un paziente lascia capire in terapia che ha preso illegalmente del denaro, al terapeuta si apre una pista significativa per capire che egli è davvero malato, e come si configuri il suo malessere.
Se la psicologia del profondo ha ragione, l’attuale classe politica non sta dunque molto bene. Di cosa soffrono, però, i truffatori politici?
Il primo disturbo, lo sanno anche molti penalisti, è una profonda (anche se spesso inconsapevole), disistima di sé. Come mi raccontava il professor Alberto Dall’Ora, uno dei principi del Foro penale, ladri e truffatori sono molto spesso persone piuttosto intelligenti, che avrebbero risultati importanti anche comportandosi correttamente. Ma, come sa l’analista, non ci credono. Per varie ragioni biografiche e ambientali non si credono capaci di veri successi. Quindi scelgono, spiega lo psicoanalista Alfred Adler, “la menzogna…vie traverse..dolo e astuzie”. Leggi il resto dell’articolo

Quei bambini senza padre allevati da servi o trasgressori

(Intervista a Claudio Risé, di Federico Ferraù, da “Il Sussidiario”, 1 febbraio 2012, www.ilsussidiario.net)

Cosa c’entra la manovra del governo Monti con l’irresponsabilità diffusa dei «bambinoni» che escono dalle nostre scuole? Per Claudio Risé, psicoterapeuta e scrittore, un legame c’è, e affonda le sue radici nelle travagliate vicissitudini dell’Autorità. «Se non c’è più un maestro inteso come formatore e suscitatore di libertà, il soggetto non si sviluppa». E finisce per essere solamente un servitore fedele dell’Apparato. Risé interviene nel dibattito sull’autorità aperto da Ilsussidiario.net.

Lei ha scritto che il tema della crisi dell’autorità è divenuto un slogan. Perché?
Autorità è un termine molto ampio e credo che valga la pena di distinguere almeno tra due aspetti diversi. Il primo è il bisogno del soggetto umano che chiede un’autorità come fonte di sapere, di accoglimento, di identità, in ultima analisi di crescita della propria personalità, del proprio sé. Come ricorda Luigi Giussani, autorità viene da augeo ovvero «aumento, faccio crescere, alimento». Il valore di questa autorità è comunemente negato dalla società attuale, questo è vero. Ma al tempo stesso, e molto insidiosamente, assistiamo ad una ipertrofia della seconda valenza dell’autorità, intesa come fatto di potere burocratico-organizzativo. Leggi il resto dell’articolo

Tra i giovani e gli adulti deve tornare il dialogo

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 gennaio 2012, www.ilmattino.it

Difficili da raggiungere. Così appaiono agli adulti gli adolescenti di oggi. Chiusi nel «mondo dei pari» di età, ormai diventato sempre più un filtro difficile da superare per chi deve comunicare con loro, magari per proteggerli, educarli, o trasmettere informazioni indispensabili alla vita. I genitori, gli insegnanti impegnati, gli altri adulti che si trovano a comunicare con loro raccontano la stessa impressione, a volte dolorosa. I ragazzi comunicano quasi soltanto coi coetanei.
Vivono in una “città dei ragazzi”. I muri di questa fortezza che li ha resi a lungo “invisibili”, come li definì il sociologo Ilvo Diamanti, non li hanno però costruiti i ragazzi. Bensì i loro padri, delusi dal naufragio delle speranze di cambiamento degli anni 70, sconcertati dalla “fine delle ideologie” dopo la deflagrazione dell’Unione Sovietica, inquietati dalla globalizzazione. Leggi il resto dell’articolo