Il mondo va in città

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 febbraio 2012, www.ilmattino.it

La popolazione mondiale sta correndo verso le grandi città. Nel 2030 il 60% dell’umanità vivrà nelle metropoli. In Cina, questo cambiamento è ormai realtà.
Le megalopoli, però, sviluppano anche numerosi malesseri: dalle cardiopatie alle psicosi, dall’obesità alla schizofrenia. Ma allora perché 180 mila persone al giorno vanno proprio lì? Non solo perché nelle città c’è più lavoro, e più denaro. Ci sono anche altre opportunità. Da riconoscere e valorizzare, per renderle utilizzabili.
Chi ogni giorno va in città, cerca (col denaro e il lavoro), più socializzazione, modelli e stili di vita più numerosi e variati, maggiore cultura, possibilità ampie di istruzione per i figli.
Il cittadino del mondo globale, in modo diverso a seconda delle nazioni e tradizioni, ha comunque sete di questo: di apertura, di contatto con gli altri, di socializzazione, confronto, competizione. Sia pur con ripensamenti e contraddizioni, in pochi decenni il mondo si è aperto come un’arancia. La metropoli è il palcoscenico di questa apertura.
E’ però anche vero che, come sanno psicologia e psichiatria, il restringersi dello spazio vitale attorno a sé, l’affollamento, lo sviluppo dei rumori ed il parallelo restringersi della natura, del silenzio, del campo visivo, creano angoscia, e spesso psicosi. Mentre il contrarsi delle esperienze sensoriali produce un’insicurezza da cui molti cercano di uscire accumulando grasso e peso o, viceversa, riducendoli fino a far sparire il proprio corpo.
Eppure, l’affollarsi nelle grandi città sembra sostenuto da un’intuizione: assieme agli altri, a gruppi diversi, storie diverse, si può stare meglio. Se le persone lo sentono, probabilmente è vero.
Anche le campagne e i piccoli centri avevano le loro solitudini, le loro crudeltà: come dimostrano molti studi, per i bambini è più facile venire emarginati in un piccolo paese, dove il modello è unico e molto precisamente identificato, che in una città multiculturale, in continuo movimento.
I vantaggi metropolitani, però, non sono solo nell’apertura culturale. Sono anche fisici.
Le ricerche mostrano come le città, una volta assicurati gli spazi verdi e mantenuti accessibili i marciapiedi, offrano sia ai bambini che agli anziani, possibilità di movimento maggiori dei piccoli centri sparsi che rendono indispensabile l’uso dell’automobile.
Per valorizzare queste (e le altre) risorse dei grandi centri urbani occorre però ripensarli. Inventare nuove città, come accadde dopo il Medio Evo, col fiorire delle città italiane e europee in cui si espresse il Rinascimento.
Questi nuovi centri dovranno risanare i guasti delle megalopoli degli anni dell’urbanizzazione caotica, e valorizzare le potenzialità di benessere insite nell’idea di città.
A questo tende (tra l’altro), il Progetto Città Sane dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e la Rete Città Sane cui hanno aderito anche in Italia le città (grandi e piccole) sensibili al rapporto città-salute. Ricreare i quartieri, con la loro socialità a portata di mano, sia risanando quelli tradizionali che sviluppandone di nuovi. Predisporre grandi polmoni verdi che compensino il “deficit di natura” che produce le patologie della modernità. Sia Londra che New York avevano cominciato a pensarci da ben più che un secolo fa.
Tutelare i percorsi pedonali che soddisfino le esigenze quotidiane di tutti (anche di movimento), e spazi di incontro, gioco ed esercizio dedicati a bambini, vecchi e disabili. Provvedere alla bellezza: gli edifici brutti – è dimostrato – fanno ammalare. Queste le sfide da affrontare per accogliere in città sane la popolazione del mondo.

Annunci

3 Responses to Il mondo va in città

  1. Gabriele says:

    Mi viene in mente Valencia, città spagnola che ancora permette di restare agganciati alla natura… ma perchè non trasformare questa “sete” di interazione in progetti per le comunità più piccole ed eventualmente rurali?Perchè un piccolo paese rurale dell’Alta Savoia ha il cinema e in Italia questo non avviene?Perchè non rivalorizzare anche il “piccolo” che spesso ristagna e tende a sparire?allo stesso tempo perchè non rivalorizzare le metropoli all’insegna delle energie alternative, più silenziose e respirabili?Quanti posti di lavoro verrebbero fuori, soprattutto per i giovani, da opere di ri-valorizzazione questo tipo?Restando con i piedi nella crisi attuale potrebbe essere una strada per la crescita (non proprio entusiasmante per il PIL folle magari..).
    No, Claudio. Pur restando d’accordo sull’apertura credo che l’altra faccia della medaglia sia una dipendenza, spesso forzata, dal sistema economico attuale che mira ad ingabbiarti nel consumismo. Questo va riconosciuto dalle persone senza creare pero’ fenomeni antiurbani o antiqualcosa in genere, da cui prendono spunto i relativi movimenti ideologici.
    Insomma credo che sia necessaria una visione obiettiva e integrata delle “due facce della medaglia”.

    Ciao

  2. Paolo says:

    ” Il cittadino del mondo globale, in modo diverso a seconda delle nazioni e tradizioni, ha comunque sete di questo: di apertura, di contatto con gli altri, di socializzazione, confronto, competizione. Sia pur con ripensamenti e contraddizioni, in pochi decenni il mondo si è aperto come un’arancia “.

    A proposito di questo (e delle cavolate ministeriali sui giovani) segnalo il fenomeno che si sta registrando in Veneto, con la fuga di ventenni verso città italiane ma soprattutto l’estero (in particolare l’Australia).
    Oramai non c’è più solo la fuga di cervelli ma anche di braccia e di cuori da un paese in default.
    I miei più vivi complimenti a questi ragazzi – la meglio gioventù – per l’intraprendenza ed il coraggio, in bocca al lupo.

    http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=182626&sez=NORDEST

    http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=45763

  3. pippo says:

    e sembra che investire nell’ammodernamento delle città sia un obiettivo europeo… http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/443710/

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: