Sicurezza e legalità. Intervista a Claudio Risé

(Intervista a Claudio Risé, a cura di Federico Ferraù, da Consorzio AetnaNet, www.aetnanet.org)

Perché il bisogno di legalità è oggi così sentito?
È normale che questo avvenga quando la legge è spesso violata e la sicurezza delle persone è minacciata. La vicenda di Brindisi ha dato un rilievo drammatico a questa necessità, perché ad essere attaccati sono stati i nostri corpi, la nostra integrità e dunque la nostra stessa esistenza. Quando le persone si sentono così minacciate, aumenta la richiesta di legge. E il bisogno di sicurezza si traduce anche in un bisogno di legalità.

Come e dove si impara il rispetto della legge e chi è in grado di insegnarlo?
Direi che prima di tutto si impara dall’esempio delle persone. Quando una classe dirigente dà un esempio costante di rispetto della legalità, questo costituisce un grande insegnamento. E poi vengono coloro che svolgono l’attività di giudicare: i giudici, con il loro comportamento innanzitutto pubblico cioè amministrando la legge con equità ed imparzialità, e con il loro comportamento privato. Essi sono grandi, potenziali testimoni della legge. Di grande importanza inoltre le figure educative: il padre e la madre giusti, l’insegnante giusto.

Dove comincia l’educazione alla legalità?
La prima legge da rispettare è quella in cui consiste la natura delle cose. Da questa, si passa alla legge scritta nei codici e quindi amministrata da un preciso apparato di giustizia. È evidente che chi svolge questo compito di interesse pubblico, lo fa bene nella misura in cui è «figlio» di quella prima esperienza.

La legalità deve divenire per forza una disciplina di insegnamento?
Farei una premessa: il parlare molto di legge non aiuta la legge, come il fare molte norme non porta assolutamente a uno sviluppo della legalità. Anzi la mette in pericolo, perché aumenta a dismisura la possibilità di violazione delle norme, diminuendo proporzionalmente il senso di legalità nel cittadino: cioè la responsabilità della persona nell’assoggettarsi alla legge, cominciando da sé, dall’essere giusto.

[Leggi tutta l’intervista su www.aetnanet.org]

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