Verità o ipocrisia

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 agosto 2012, www.ilmattino.it

L’odierno glorificare la trasparenza universale non coprirà un’ipocrisia degna dei tempi del puritanesimo più spinto? Le foto del principe nudo, fatte dal cellulare di una escort avida di dollari e pubblicate da giornali avidi di lettori, ricordano le costose sedie davanti al palco dell’impiccagione: un modo per soddisfare la morbosità a spese di trasgressori famosi.
In terapia del resto, l’ansia di scoprire l’intimità dell’altro si accompagna alla riluttanza nel vedere se stessi. Anche perché quando vediamo veramente chi siamo, diventa difficile non avere compassione delle debolezze altrui.
Rifiutare invece di confrontarci con la nostra ombra ci riempie di ansia, che cerchiamo di scaricare ispezionando accuratamente il lato oscuro degli altri. Soprattutto se hanno la disgrazia di essere famosi, magari anche ricchi, e quindi suscitano, assieme all’invidia, i nostri lati peggiori. Tra i quali appunto l’antica tendenza umana ad appassionarsi alle colpe altrui. Leggi il resto dell’articolo

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Psicologia dei tempi di siccità

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 agosto 2012, www.ilmattino.it

Sembra proprio che questo fine vacanze-rientro in città avvenga nel segno del sole bollente e della siccità. Non solo in Italia, come dimostrano le foto dell’ormai riarso granaio d’America, il Midwest, e di altre zone agricole.
Il problema non sarà solo economico, per l’aumento dei costi alimentari. La presenza o assenza dell’acqua, infatti, ha degli effetti psichici molto precisi. Ce lo ricorda il simbolo dell’“acqua della vita” con l’immagine della fonte presente in tutte le culture.
Senza acqua, ci racconta questo simbolo universale, la vita, bisognosa di acqua sia per gli umani che per gli altri esseri viventi (piante e animali), diventa difficile, faticosa.
Nei periodi più caldi aumentano, per esempio, i vari malesseri psichici, come se la personalità facesse più fatica a mantenere una posizione stabile ed equilibrata. Servirebbe ombra e fresco, per mitigare gli attacchi dell’astro bollente; ma, appunto, se vi è siccità è difficile trovare alberi e frescura. Leggi il resto dell’articolo

Disprezzo per l’impresa e disoccupazione crescente

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 13 agosto 2012, www.ilmattino.it

Nell’Italia della crisi e della disoccupazione crescente, molte aziende non trovano risposte alle loro offerte di lavoro. Quei posti, di solito (ma non solo) operai specializzati nella meccanica fine e tecnici informatici sofisticati, corrispondono spesso ai “sogni adolescenziali” che il trenta-quarantenne in crisi racconta allo psicoterapeuta oggi, quando l’impiego scelto perché più “sicuro” o “d’immagine” lo lascia a spasso. Come mai quei ragazzi non seguirono le loro vocazioni?
Si tratta di una questione che questa rubrica segue con attenzione, ed è ora confermata da un nuovo rapporto dell’Unione delle Camere di commercio. Nelle sue pagine, ricche di dati e statistiche, si mostra come molte aziende in Italia fatichino a trovare le persone necessarie al loro sviluppo.
Perché, però, in Italia moltissimi giovani, malgrado le loro diverse aspirazioni, finiscono con l’impegnarsi in professioni inflazionate rispetto alle necessità di oggi, come la pletora di avvocati (se ne occupa ora Severino), psicologi, ed altre occupazioni a difficile impiego, trascurando invece le richieste del mercato del lavoro? Leggi il resto dell’articolo

L’altro volto delle città d’agosto

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 6 agosto 2012, www.ilmattino.it

Quando le grandi città sotto il sole rovente d’agosto vengono abbandonate, svuotandosi cambiano volto e carattere. Nei grandi quartieri dove tutti correvano a far soldi in un modo o nell’altro, rimangono quelli che soldi non possono farne affatto, o per vocazione o per necessità. I vecchi, i bimbi che non hanno chi gli badi, gli sbandati, quelli un po’ strani. Gente che non è più (o non è mai stata) una “ruota del ciclo produttivo”. Ma dà un’importante lezione ai produttori in vacanza.
Quale? Quella di badarsi l’un l’altro, invece di correre come dei disperati. E, prima ancora, di guardarsi, parlarsi, raccontarsi, ascoltare.
L’altro, infatti, è interessante, se solo ci fermiamo a guardarlo. Come dimostra l’arte, quella buona, vera, che è poi sempre un raccontare, descrivere, dipingere, mettere in musica l’altro. Il quale a sua volta si rivela sempre (lo si scopre se si smette di correre e ci si ascolta reciprocamente), essere in fondo una parte di noi, quella che non corre sui percorsi di tutti. Non quella che ci piace raccontare per vincere premi, non la “ruota del ciclo produttivo”. No: quella strana davvero, quella che gli altri lasciano in città col cane, le piante, il bimbo strano anche lui. Leggi il resto dell’articolo

L’amore al tempo della connessione tecnologica

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 luglio 2012, www.ilmattino.it

Tra lui e lei quasi sempre, c’è un altro. La sua presenza non fa bene al rapporto, lo indebolisce sempre di più. Ruba attenzione, concentrazione, distrae. Non si tratta però di una persona fisica, ma di un gadget tecnologico: generalmente un cellulare, uno smart phone, un tablet. La sua presenza, sempre più invadente, sta profondamente trasformando i rapporti di coppia. Il discorso, l’intimità, il silenzio è sempre più spesso rotto da uno squillo, un sms, una schermata sul mondo, fuori.
Non è un cambiamento da poco. L’innamoramento, il corteggiamento, lo stare insieme è sempre meno una vicenda dei due della coppia, e sempre di più un fatto sociale, nel quale entrano in continuazione altre persone, informazioni, notizie. Tutta roba che mette in fuga quello che una volta veniva definito l’incanto dell’amore.
L’agghiacciante statistica secondo la quale circa un quarto delle americane sposate parla al cellulare durante i rapporti sessuali può essere messa sul conto delle patologie che si sviluppano nei matrimoni in crisi, come illustrato nelle serie televisive dedicate alle casalinghe disperate. Ma questo è solo il risultato di molte cose che sono già accadute prima, quando i due hanno cominciato a frequentarsi. E’ durante quei “magic moments”, illustrati da una canzone evergreen degli anni 60, che si può sentire se davvero si è fatti l’uno per l’altro. Leggi il resto dell’articolo