L’amore al tempo della connessione tecnologica

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 luglio 2012, www.ilmattino.it

Tra lui e lei quasi sempre, c’è un altro. La sua presenza non fa bene al rapporto, lo indebolisce sempre di più. Ruba attenzione, concentrazione, distrae. Non si tratta però di una persona fisica, ma di un gadget tecnologico: generalmente un cellulare, uno smart phone, un tablet. La sua presenza, sempre più invadente, sta profondamente trasformando i rapporti di coppia. Il discorso, l’intimità, il silenzio è sempre più spesso rotto da uno squillo, un sms, una schermata sul mondo, fuori.
Non è un cambiamento da poco. L’innamoramento, il corteggiamento, lo stare insieme è sempre meno una vicenda dei due della coppia, e sempre di più un fatto sociale, nel quale entrano in continuazione altre persone, informazioni, notizie. Tutta roba che mette in fuga quello che una volta veniva definito l’incanto dell’amore.
L’agghiacciante statistica secondo la quale circa un quarto delle americane sposate parla al cellulare durante i rapporti sessuali può essere messa sul conto delle patologie che si sviluppano nei matrimoni in crisi, come illustrato nelle serie televisive dedicate alle casalinghe disperate. Ma questo è solo il risultato di molte cose che sono già accadute prima, quando i due hanno cominciato a frequentarsi. E’ durante quei “magic moments”, illustrati da una canzone evergreen degli anni 60, che si può sentire se davvero si è fatti l’uno per l’altro.
Per questo, però, è necessario essere totalmente presenti alla situazione, all’altro, vederlo veramente, e lasciarsi vedere, fin nel profondo. Serve insomma concentrazione, profondità. Persino silenzio, oppure colonne sonore adatte all’ascolto e accoglimento dell’altro, come erano le musiche diffuse, o eseguite dal vivo nei piano bar dove ci si corteggiava e ci si innamorava prima dell’avvento della connessione perenne.
A quei luoghi ovattati sono da tempo subentrati gli happy hour, gli “aperitivi” squillanti di cento suonerie, luoghi dove l’intimità e l’ascolto dell’altro sono sovrastati dall’esibizione, il mostrarsi, il dover essere “brillanti” nella compagnia, più che interessanti e interessati all’altro che potrebbe amarti.
La “connessione” col mondo ha così scavalcato l’attenzione all’altro. Lei risponde allo squillo dell’amica, o della mamma, lui non resiste a controllare dal tablet gli ultimi sviluppi della partita. La tensione amorosa si trasforma in scambi episodici, curiosità , qualche battuta. Il sentimento sbiadisce e il desiderio rimane come espressione del sistema nervoso, più che come slancio del cuore.
Non tutto, nella trasformazione informatica dell’innamoramento, è però da buttare. La presenza continua degli altri, della società, delle informazioni sul mondo, ad esempio, rende più difficile quel chiudersi nella coppia frequente negli adolescenti timidi o in difficoltà, che fino a non molto tempo fa sequestrava gli innamorati separandoli dagli altri e dal loro tempo, e metteva così in pericolo il loro benessere psicologico successivo.
La connessione ti aiuta a non perderti completamente nella tua fiaba d’amore. Ma se non la tieni a bada impedisce del tutto che la fiaba nasca, trasformando la persona che potrebbe amarti in una conoscenza come le altre.

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3 Responses to L’amore al tempo della connessione tecnologica

  1. marco says:

    Bello, molto vero. Della statistica americana, secondo la quale un quarto delle donne sposate parla al cellulare, vorrei sapere qualcosina in piu’ se possibile, ad esempio con cos’altro giocano le altre tre quarti mentre fanno l’amore, eventualmente sapere con che cosa fanno l’amore. Nelle barzellette italiane le donne sposate mentre facevano l’amore decidevano la tinta da dare al soffitto o guardavano la ricetta del cuoco in televisione. Almeno le americane parlano con qualcuno.

  2. Fabio says:

    Come sempre le cose sono solo strumenti, nè buone nè cattive; è dall’uso che se ne fa che differenzia la bontà o meno dell’oggetto.
    L’equilibrio, la giusta via di mezzo, è ciò che fa la differenza e che distingue una persona da un’altra.

  3. Galvanor says:

    Una cosa molto buffa ( e tra l’altro non proprio rarissima), che caratterizza “l’amore al tempo della connessione tecnologica”, è la conclusione di un ciclo sentimentale “senza” che i soggetti si fossero mai incontrati! Si conoscono in qualche social network, si “innamorano”, si promettono amore eterno e poi “litigano” in chat. L’esposizione è sintetica, ma il dato è significativo. Personalmente, poi, sono in grado di offrire una testimonianza che, in parte, riflette quanto sopra esposto. Una ragazza del Marocco mi aggancia su facebook e inizia a manifestarmi il suo interesse. Lentamente il livello della comunicazione mediatica si evolve in modo esplicito e finalmente decide di venire in Italia. Problemi con il consolato per il visto. A nulla serve nemmeno un mio intervento. La comunicazione continua via facebook. E’ innamorata pazza… o almeno così sembra. Dopo qualche mese, il suo ex, italiano che vive in Marocco, ritorna alla carica e le chiede di sposarla. Ora vivono felici e contenti 🙂

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