Per essere padri non basta fare i papà

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 26 novembre 2012, www.ilmattino.it

Qualcosa cambia tra lo Stato e i padri. A Firenze, un padre separato si è rifiutato di vedere la sua bambina solo tre ore alla settimana. Non avrebbe più potuto – ha detto – metterla a letto dopo il pomeriggio e raccontarle la fiaba prima di dormire. Ciò avrebbe deluso la bimba e distrutto la sua immagine di padre. L’ex moglie l’ha denunciato. Ha rischiato tre anni di prigione per poter continuare a fare, almeno un po’, il papà. Ma il giudice, donna, l’ha assolto, come chiedeva la pm.
Dare regole più giuste alla gestione dei figli dopo la separazione servirà, speriamo, a svelenire un po’ i difficili rapporti tra uomini e donne.
L’esercito dei padri separati, tra l’altro riconosciuti ormai come componente inquietante delle “nuove povertà” (anche per la perdita della casa da cui vengono colpiti), soltanto se trattato con umanità e non partendo da posizioni ideologiche può diventare risorsa di cambiamento, e non elemento di destabilizzazione.
Per sviluppare questo nuovo clima, più capace di ascolto, dovremmo, forse, abituarci tutti a non prendere posizioni “contro” i padri o le madri, gli uomini o le donne, come se queste categorie fossero composte al loro interno da persone tutte uguali. E soprattutto come se le loro responsabilità, i loro difetti, i guai da essi procurati non fossero ampiamente condivisi tra padri e madri, uomini e donne, tutti impegnati a fare con fatica il meglio che possono, spesso tuttavia clamorosamente insufficiente a far funzionare la famiglia, crescere bene i figli, sviluppare la società. Leggi il resto dell’articolo

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Disubbidisce al giudice, padre assolto ‘per amore’

Separazioni, sentenza rivoluzionaria a Firenze

Firenze, 20 nov. – (Adnkronos/Catola&Partners/Quotidiano.net) – Condannato dopo la separazione a vedere la figlia per non più di tre ore infrasettimanali e successivamente processato per aver più volte ritardato a riportarla alla madre, un trentottenne professionista fiorentino è stato assolto in primo grado dal tribunale di Firenze perché il fatto non costituisce reato.

La sentenza è di alcuni giorni fa, ma ne danno notizia oggi Fabio Barzagli, presidente del network internazionale Paternita.info, e Marino Maglietta, presidente dell’associazione Crescere Insieme, cui si deve il disegno di legge 54/2006 sull’affido condiviso.
“Sentenza rivoluzionaria”, esulta Maglietta. “Vittoria della ragionevolezza”, aggiunge l’avvocato Elisabetta Bavasso, difensore dell’imputato. “Un ottimo provvedimento pilota”, commenta Giancarlo Ragone, in Italia il primo consigliere comunale (comune di Bari) incaricato di promuovere la Bigenitorialità.

Si tratta in ogni caso di una sentenza innovativa, che prelude a una giurisprudenza più attenta alle aspettative dei genitori svantaggiati nella frequentazione dei figli (quasi sempre i padri), sollecitando implicitamente norme più equilibrate. Leggi il resto dell’articolo

Morte e resurrezione del maschio

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 novembre 2012, www.ilmattino.it

E’ davvero la fine del maschio? Probabilmente no, ma ci sono segni di cambiamento importanti. Per esempio nelle cliniche in giro per il mondo che applicano metodi per selezionare tra spermatozoi “maschili” e “femminili”, i genitori chiedono ormai in prevalenza femmine (negli USA nel 75% dei casi).
Sempre negli USA i tre quarti dei posti persi dall’inizio della crisi erano di uomini, e riguardavano settori “pesanti”, maschili. E le donne sono in testa ai diplomi universitari meglio pagati.
Inutile dire che le femmine, all’università (ma anche molto prima) hanno voti migliori dei maschi. In molte professioni, dalla ricerca alla finanza, le donne si fanno strada con più forza, e nei Paesi più industrializzati ormai il livello di occupazione è uguale per maschi e femmine.
Certo, il cambiamento è più impressionante negli Stati Uniti dove l’immagine del pioniere-cowboy, che letteralmente “apriva la strada” alla famiglia, appartiene all’inconscio collettivo. Però il fenomeno è visibile dovunque, anche nei paesi del centro-nord Europa o di nuova industrializzazione, come la Corea. Leggi il resto dell’articolo

Le amare passioni dei potenti

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 novembre 2012, www.ilmattino.it

L’uomo e la donna moderni sono di rado all’altezza della loro grandezza, intelligenza, forza fisica, ricchezza e generosità. L’amara vicenda di due famosi primi della classe globale, il generale David Petraeus, attuale capo della Cia e vincitore del conflitto irakeno, e della sua amica Paula Broadwell, laureata a West Point e a Harvard, atleta, scrittrice e altre cose eccellenti, lo dimostra.
Il fatto è che i famosi di oggi sanno meno sull’amore di quanto l’Occidente ha sempre saputo.
Non solo Dante ed i poeti dell’amor cortese hanno esaltato la capacità dell’amore tra uomo e donna di riempire uno spazio emotivo assai ampio, che andava dalla tenerezza e condivisione dell’amore coniugale all’intensa partecipazione affettiva delle altre numerose e forti forme della passione. Il trovatore cantava all’amata lontana: la distanza, accettata, lo rendeva capace di amare più intensamente, in modo elevato. Leggi il resto dell’articolo

Il ritorno dei sogni

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 novembre 2012, www.ilmattino.it

I sondaggi si moltiplicano, e si può capire. Ai politici, industriali, commercianti, interessano le opinioni e le intenzioni delle persone. Chi voteranno, cosa compreranno, dove andranno.
Su una cosa, però, i sondaggi tacciono: i sogni. Quelli gli intervistatori non li chiedono, né (forse) glieli direbbero. Eppure sono importanti. Non solo perché c’entrano coi voti e con gli acquisti. Ma perché (come appare lavorando con la psiche) le persone, specie giovani, ricominciano a sognare.
E’ assai probabile che pezzi di questi sogni stiano contribuendo ai sommovimenti in atto nella vita pubblica, non solo italiana.
Anche le elezioni di domani, in America, rispetto a competizioni del passato, più fredde e ragionate, hanno (ad esempio) un forte aspetto di sogno: quello dei diritti civili del candidato nero, Obama, e quello dei doveri per tutti del candidato mormone, Romney. Per entrambi, certo, sono in ballo anche affari e potere, ma è sulla forza del sogno e la capacità di comunicarlo che vinceranno, o perderanno. Leggi il resto dell’articolo