Le App. dell’oblio

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 gennaio 2013, www.ilmattino.it

Non possiamo ricordare tutto. Anche la capacità di conservare ciò che non può essere dimenticato, si rafforza cancellando ricordi inutili. Dimenticare però fu impossibile da Internet in poi. Da allora la registrazione dei particolari anche secondari o sciocchi della vita di tutti si trasformò in una delle maggiori attività della rete. All’inizio fu bello; ma dopo l’euforia di ritrovare sempre le proprie immagini e storie cominciò il panico.
Integerrime docenti universitarie si trovarono improvvisamente senza lavoro per via di vecchie foto che le ritraevano un po’ troppo scollate e allegramente brindanti. Manager impeccabili si rivelarono amici di personaggi discutibili, segnando la fine della loro carriera.
I messaggi dei social network cominciarono ad essere seguiti da avvocati divorzisti in cerca di prove imbarazzanti, con conseguenze disastrose nella vita di chi li aveva mandati. Fidanzati e mariti cominciarono a cercare su siti erotici tracce fotografiche delle loro amate (a volte trovandole). Leggi il resto dell’articolo

Psicologia delle tribù. Danni e vantaggi

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 gennaio 2013, www.ilmattino.it

“L’Italia è un insieme di tribù”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio Mario Monti. A dirlo è una persona che da più di un anno governa il Paese, ed ha ottimi elementi per parlarne. Che significa, però, in concreto, che l’Italia è un “insieme di tribù”? E siamo sicuri che sia davvero un guaio?
Dieci anni fa fece scalpore il testo “Il tempo delle tribù”, dove il sociologo francese Michel Maffesoli sosteneva che proprio da loro nasceva la vitalità psicologica dei tempi postmoderni.
Le tribù, i clan, le corporazioni, gli interessi locali e particolari esprimono storie e psicologie differenti, tra le quali mediare. Però portano anche alla luce punti di vista, interessi, risorse che non verrebbero notati se non rappresentati nella scena politica.
L’Italia, contro 150 anni di Stato unitario, ha una storia più antica nella quale è stata presente nel mondo proprio con le sue vitalissime tribù: le città marinare, quelle mercantili, le corporazioni artigianali, le sue associazioni bancarie, e molte altre. Serve una sintesi tra questa storia italiana “tribale”, e lo Stato moderno presente sulla scena globale. Leggi il resto dell’articolo

I bambini non sono oggetti, ma titolari di diritti

(Intervista a Claudio Risé, di Andrea Gagliarducci, da “La Sicilia”, 15 gennaio 2013, www.lasicilia.it)

Non è detto che l’impostazione che apre ai matrimoni gay e alle adozioni dalle coppie omosessuali alla fine prevalga

«L’impressione è che la biopolitica segua le orme della vecchia politica: ideologizzare i comportamenti umani in modo da farne piattaforme per i poteri politici e burocrazie specializzate».
Claudio Risé è psicoterapeuta e scrittore. Ai problemi della genitorialità ha dedicato un libro già pubblicato (“Il padre, l’assente inaccettabile”, San Paolo editore) e uno in stampa (“Padre Libertà Dono”, Ares edizioni).
Ha seguito con interesse la Manif pour tous, la manifestazione indetta in Francia (ma erano moltissimi a manifestare nel mondo davanti le ambasciate francesi, 500 solo a Roma) in difesa della famiglia naturale composta da un uomo e una donna, della filiazione naturale e del diritto del bambino di essere allevato da un padre e da una madre.
Un’opposizione pacifica al progetto di legge Mariage pour tous francese, che apre ai matrimoni omosessuali e anche alle adozioni per le coppie gay. Un’impostazione che sembra prendere sempre più piede nel mondo. Ma – spiega Risé – «non è detto che questa impostazione prevalga. La manifestazione francese ha dimostrato un’ostilità al progetto di legge che né il governo né i media si aspettavano. Anche alcuni gruppi omosessuali sono ostili al “matrimonio”, e infatti hanno aderito con una percentuale assai bassa anche al già esistente Pacs (Patto di solidarietà sociale). Questo era stato istituito dai politici anche in nome di “esigenze degli omosessuali”, che forse però loro non condividono. Leggi il resto dell’articolo

Stato e vita privata. Una convivenza difficile

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 gennaio 2013, www.ilmattino.it

Quando lo Stato fatica a tenere i conti a posto, mette il naso nella vita privata dei sudditi, cercando nuovi spazi al proprio potere, e nuove categorie e tipi di “sudditi” da fidelizzare con apposite norme. Il filosofo Michel Foucault la chiamava “biopolitica”: quella che investiga e regola sessualità, natalità, stili di vita, alla ricerca di elettori e potere. Servono però precauzioni. Spesso, infatti, lo Stato o i suoi organi sanno poco di queste materie, estranee alle loro mansioni.
Il rischio è quello di seguire le indicazioni di consiglieri politici più interessati alla propria influenza personale che ad ascoltare ciò che pensa la gente. Si suscitano così reazioni scomposte, che disturbano la tranquillità e la vita privata delle stesse categorie che si pretendono di proteggere. E’ quanto sta accadendo in Francia a proposito della legge sul matrimonio omosessuale.
A quante persone serve questa legge? Agli omosessuali, che parteciperanno alla manifestazione anti matrimonio di Parigi con una loro associazione Plus gay sans le mariage (più contenti senza il matrimonio), non è certo che interessi molto. Sul milione di Pacs (Patto di solidarietà sociale), censiti nel 2010, le coppie omosessuali rappresentavano solo il 6%. Poiché però gli omosessuali sono molto di più (sembra il 6% della popolazione), forse non sono interessati al matrimonio. Leggi il resto dell’articolo

Il perdono

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 7 gennaio 2013, www.ilmattino.it

A inizio d’anno, e con la crisi, meglio pensare a come economizzare non solo il denaro, ma anche le energie. Che vanno usate bene e sfruttate fino in fondo. Attenzione quindi a non sviluppare troppe energie negative, rabbia e risentimento, perché tolgono risorse alle spinte positive, come gioia e voglia di fare.
L’Università di San Diego, California, ha recentemente riproposto per questo scopo un vecchio rimedio: il perdono. La cui pratica sistematica ci risparmierebbe molti guai.
Che perdonare faccia bene, filosofia, religioni, e scienze educative l’hanno sempre saputo, e a loro modo spiegato. La psicoterapia però non ha finora granché potuto servirsi di tutta questa saggezza perché la persona che chiede di essere curata si sente più o meno “alla frutta”, ed è poco disponibile a discorsi complessi e moraleggianti. Vuole stare meglio, ed è poco disponibile a donare o perdonare niente e nessuno.
Non è un atteggiamento aperto e lungimirante, quello della persona sofferente psichicamente, ma ha l’attenuante dello stato di necessità: se non hai nulla (o così credi) non puoi neppure donare granché. Leggi il resto dell’articolo

Viviamo senza paura le sfide del domani

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 31 dicembre 2012, www.ilmattino.it

Stasera il mondo entrerà nel 2013 con prudente cautela. Il passaggio di San Silvestro ha due facce: l’anno che finisce, e quello che comincia. A volte, l’attenzione è sul festeggiamento della fine, a volte sul benvenuto a ciò che inizia. Questa volta, non c’è dubbio che è il secondo che interessi di più: dall’Italia, con le sue elezioni; agli Usa, col brivido del «precipizio fiscale»; al mondo, ansioso di uscire dalla crisi.
Quanto al vecchio anno, un sospiro di sollievo lo saluterà. E il nuovo? Più che un anno che comincia, sembra un quiz da decifrare. Per iniziarlo bene però, non bisogna «isolare» San Silvestro dal periodo che lo ha preceduto, e da quello che lo seguirà fino all’Epifania, con la sua Comare secca da bruciare.
Tutto il periodo che segue al Natale (ne abbiamo parlato una settimana fa) rappresenta infatti una svolta nel ciclo del tempo, nella natura e nella psiche individuale e collettiva. È il Bambino la vera nascita del nuovo, dentro e fuori di noi, che si svilupperà durante l’anno (e anche nei successivi).
A Capodanno, in realtà, c’è in giro ancora molta vecchia mercanzia, dal vecchio pianeta Saturno, ai diavoli o gli spiriti, come sanno bene i napoletani che li cacciano con i botti. Fino appunto all’aspetto del femminile «vecchio», i cui doni più o meno secchi segneranno all’Epifania la fine del ciclo vegetativo precedente e l’inizio del nuovo. Leggi il resto dell’articolo