La libertà: un dono di ogni padre

padre(Intervista a Claudio Risé, di Luca Marcolivio, da “Zenit”, 19 agosto 2013, www.zenit.org)

Tra i libri in corso di presentazione alla XXXIV edizione del Meeting di Rimini, c’è Il padre. Libertà. Dono (Ares, 2013) di Claudio Risé. Il noto psicoterapeuta ha già all’attivo numerose pubblicazioni sul tema della paternità.
In questo nuovo saggio, Risé ha voluto analizzare un aspetto relativamente poco studiato delle dinamiche psicologiche familiari, ovvero il modo in cui l’autorità paterna, lungi dal reprimere la personalità del figlio, lo aiuta nella conquista del bene prezioso della libertà.
Per conoscere i contenuti de Il padre. Libertà. Dono, ZENIT ha intervistato l’autore.

Prof. Risé, lei ha già all’attivo numerose pubblicazioni sulla figura del padre. In questo nuovo volume quale aspetto particolare viene affrontato?
Claudio Risé: Ho sentito la necessità di accentuare l’aspetto della relazione tra padre e libertà, di presentare il padre come colui che porta l’esperienza della libertà nella vita dei figli. L’ho fatto per rispondere allo stereotipo diffuso secondo il quale il padre rappresenterebbe l’autorità, sarebbe una figura autoritaria. C’è poi l’ostilità di tutto il sistema mediatico, da decenni impegnato in una marginalizzazione della figura del padre, sia come padre terreno che nell’archetipo del Padre celeste. Tuttavia, la auctoritas (da augeo, “accrescere”) ha proprio la funzione di far crescere i figli, di dare spazio alla loro libertà. L’autorità, quindi, non è per il piacere fine a se stesso di esercitarla. Il punto è proprio testimoniare la libertà nella vita dei figli. Don Giussani diceva: “Libertà è la possibilità di decidere, di vedere, di riconoscere, di decidere, del proprio destino, del destino dell’irripetibile persona umana”. Dopo un indispensabile periodo di dipendenza, di fusione, che è quello della formazione del bambino, prima nel ventre materno, poi dopo la nascita, dove la fusione è necessaria per la formazione della personalità, è necessario l’intervento di una figura terza che è proprio quella del padre, che amorosamente si avvicina al bambino per distaccarlo da questa fusione con la madre e portarlo al riconoscimento della propria libertà di avere un proprio destino personale, di doversene prendere la responsabilità, di doverlo difendere dai condizionamenti: questo è il padre e questa è la ragione principale per la quale ho scritto questo libro.

Qual è invece il legame tra padre e dono (il secondo concetto espresso nel titolo)?
Claudio Risé: Il dono del padre è proprio quello di presentare la libertà al figlio. Parlo di dono proprio perché soprattutto oggi, anche concretamente, è l’unico modo che il padre ha per entrare in relazione con il figlio, anche affrontando l’eventuale ostilità della madre a conferire questa libertà al figlio. L’unico modo che il padre ha di raggiungere il figlio è il dono e un dono va fatto in modo discreto, senza aspettarsi un riscontro immediato di gratitudine. Un dono, in quanto tale, non attende conferme. Il processo di formazione dei figli dura molti anni, attraversa molte fasi, incontra molti ostacoli. Quando però il padre presenta i suoi doni, con affetto, discrezione, profondità, quei doni rimarranno, incideranno in qualche modo nella vita dei figli. Tuttavia non bisogna avere fretta, né essere avidi di conferme: anche in questo dobbiamo accettare il mistero della vita umana.

[continua a leggere l’intervista su Zenit.org – clicca qui]

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: