Cannabis: informatevi sui rischi dello “sballo”

cannabis (Intervista a Claudio Risé, da “Famiglia Cristiana”, gennaio 2014, www.famigliacristiana.it)

Claudio Risé è psicoterapeuta e autore per San Paolo di Cannabis come perdere la testa e a volte la vita… . Un titolo allarmante…

«L’allarme è dell’ONU: per limitarne i danni ha voluto da tempo una convenzione che vieta agli Stati coltivazione, distribuzione e vendita di Cannabis».

Chi fuma spinelli?
«Potenzialmente tutti: è la droga più diffusa nel mondo. Molti genitori non affrontano il problema perché fumano anche loro. I rischi più devastanti riguardano i minori, che oggi spesso incontrano lo spinello a 15 anni. A questa età il cervello è in formazione: memoria, attenzione, volontà vengono così indeboliti, come poi si vede dalla vita scolastica e familiare. Rischiando in seguito lo sviluppo di depressioni, psicosi, schizofrenia».

Dalle interviste emergono ragazzi normali, bravi ragazzi.
«Chi fuma cannabis sa che è illegale: presenta la cosa come tranquilla per venire autorizzato a farlo».

Perché lo fanno? Per il gruppo, per adeguarsi?
«Restare “puliti” dalla cannabis è difficile. La droga è la più grande industria del mondo, dominata da grandi Mafie. I suoi interessi condizionano media, politica, consumi. La cannabis è decisiva per creare la propensione allo “sballo” (alterazione dello stato di coscienza) che poi porta alle sostanze chimiche».

Un consiglio per i ragazzi.
«A loro e ai genitori: informatevi sui rischi. Leggete almeno sul web i materiali dell’Osservatorio sulle droghe. Magari anche il mio libro».

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Man Up, i “mama’s boys” alla riscossa

(Intervista a Claudio Risé, di Cristina Lacava, da “Io Donna”, 16 gennaio 2014, www.iodonna.it)

Claudio Risé ha visto in anteprima la serie tv Man Up – Uomini alla riscossa, dove figli mai cresciuti chiedono aiuto.

A 30 anni, Mike è ancora teenager dentro. Vive in casa con la mamma che prepara pranzi ipercalorici. La sua cameretta sembra quella di un quindicenne. Zero ragazze, zero appuntamenti, dell’ultimo bacio Mike non si ricorda neanche. Ma ecco una bella trainer, Olivia, che in cinque tappe lo trasformerà da sfigato a figo, da complessato con lacrima facile a uomo sicuro di sé. Mike Cooper (nella foto) è uno dei protagonisti di Man Up – Uomini alla riscossa, la nuova serie su FoxLife dal 31 gennaio. L’abbiamo vista in anteprima con Claudio Risé, psicoterapeuta, autore del blog “Psiche lui” sul nostro sito, dove indaga i tormenti e le fragilità degli uomini. Che fanno sempre più fatica a crescere.

Colpa delle madri oppressive? Eppure quella di Mike non è ingombrante.
Non lo è, anzi fa di tutto per aiutare il figlio a emanciparsi. Ma al tempo stesso gli trasmette una grande ansia. E continua a trattarlo da ragazzino.

Vecchia storia, se i maschi non si svegliano è sempre colpa delle madri…
No, il problema è soprattutto l’assenza del padre. Se il padre non c’è e un bambino cresce senza questo confronto, non sviluppa la sua maschilità.

[continua a leggere l’intervista sul sito di Io Donna]

RollingStone intervista Claudio Risé: La cannabis e il rock? Una storia superata.

satchRollingStone, 24 agosto 2007

Attenzione: c’è in giro uno psicanalista molto indie. Dice che gli spinelli fanno male (sarà..) e che il rock di oggi è salutista (eh?!?). Professore, scusi, si spieghi meglio…

Pochi anni fa, sul palco del Maurizio Costanzo Show, sconfessava l’andropausa anticipata dell’italiano medio con il suo best seller Maschio Selvatico. Oggi, forse provato dalle email che i lettori di Io Donna gli scrivono ogni settimana nella rubrica “Psiche lui”, ha deciso di darsi alla droga. Quella leggera, però. Claudio Risé, psicanalista e docente di Sociologia dei processi culturali e delle comunicazioni, ha appena pubblicato per San Paolo Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, uno studio sugli effetti negativi dell’erba. RS, che è sempre stato per il confronto aperto (e soprattutto per la cannetta serale), ci ha fatto due chiacchiere. Senza filtri…

L’erba è una cosa così brutta?

«Può essere efficace in alcune patologie, perché è una sostanza potentemente attiva. Un vero “pharmakon” nel senso greco del termine: veleno, quindi in grado di curare, nelle dosi stabilite dall’esperienza clinica».

Perché, allora, se ne sente sempre parlare come di un rimedio naturale?

«Per non fare concorrenza ai farmaci sintetici. E per sostenere la leggenda della cannabis come sostanza innocua (appunto non pharmakon). Se non fosse un veleno, come si sostiene per legittimarne l’uso a scopi ricreativi, non avrebbe nessun effetto terapeutico, a meno di collocarla tra le sostanze miracolose, come l’acqua di Lourdes». Leggi il resto dell’articolo