Curare l’anima, l’emergenza dell’educazione

curare(Di Ennio Pasinetti, dal “Corriere della Sera Brescia”, 20 maggio 2015, www.corriere.it)

Nel dibattito sempre vivace sull’educazione oggi, sulla sua attualità e i suoi nodi critici, Paolo Ferliga e Claudio Risé intervengono con una scelta di campo tanto più preziosa in quanto esplicita: “Curare l’anima” (Editrice la Scuola, la presentazione domani 21 maggio alle 18 alla Libreria Paoline di Brescia, via Gabriele Rosa 57) è un titolo manifesto piuttosto che un titolo didascalia, quasi uno slogan. Esprime non solo il contenuto del libro, quanto la concezione che gli autori hanno maturato e argomentano riguardo l’educare e il suo fine.
Prendersi cura dell’anima è l’emergenza rispetto all’affastellarsi di informazioni che rischiano di confondere la capacità del singolo di decidere e orientarsi.

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Curare l’anima – Incontro a Brescia

curareGiovedì 21 maggio 2015 ore 18.00

Libreria Paoline di Brescia

Via Gabriele Rosa, 57

Intevengono

Claudio Risé e Paolo Ferliga

Autori del libro Curara l’anima. Psicologia dell’educazione

Mons. Giacomo Canobbio, Delegato Vescovile per la cultura

Introduce Ennio Pasinetti

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Il maschio d’oggi alla ricerca della virilità perduta

maschioselvatico(Di Luca Marcolivio, da “Zenit.org”, 14 maggio 2015, www.zenit.org)

Claudio Risé e padre Maurizio Botta intervengono in un dibattito all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

Le tematiche legate alla donna e alla condizione femminile sono all’ordine del giorno da decenni. Molto meno quelle maschili, salvo una certa letteratura piuttosto recente che ha fatto luce sulla crisi della virilità ed in particolare della figura paterna.
Cosa connota, dunque, la differenza maschile? Se n’è parlato stamattina a una tavola rotonda presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, a cura dell’Istituto Superiore di Studi sulla Donna. Come ha spiegato Marta Rodriguez, direttrice dell’Istituto, “non si può parlare della donna, se non si parla dell’uomo. L’uomo e la donna naufragano e si riscattano sempre insieme”.
Partendo dal tema sviluppato nel suo saggio Il maschio selvatico (la cui ultima edizione riveduta e corretta è stata recentemente edita dalla San Paolo), Claudio Risé ha spiegato come il “maschio selvatico” sia “un archetipo sempre presente nell’inconscio collettivo”, sviluppato in modo particolare da Carl Gustav Jung. Tale archetipo non è affatto avulso dagli altri ma ci vive in contatto in maniera assolutamente complementare.
Uno dei più diffusi disturbi della personalità al giorno d’oggi è, tuttavia, il “narcisismo”, laddove l’altro è vissuto soltanto come un riscontro alla “conferma del proprio valore” e come oggetto della rivendicazione di un presunto “diritto” ad essere amati.

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Il vero coraggio non è sentirsi onnipotenti

(Intervista a Claudio Risé, di Gaia Giorgetti, da “F”, www.cairoeditore.it)

Una valanga minaccia la famiglia e lui, il padre perfetto, il marito protettivo, se la dà a gambe. Succede nel film Forza maggiore, che fa riflettere sulla potenza della natura, sui nostri istinti, sulle emozioni. E sul pericolo di trovarci a fianco un maschio meno forte di quanto appare. Ne parla lo psicanalista Claudio Risé.

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