Educazione & psiche

curare(Di Maurizio Schoepflin, da “Studi cattolici”, Luglio/Agosto 2015)

Ci sono numerosi motivi per apprezzare questo recente volume, opera di due autori che condividono l’attività di psicoterapeuta e
quella di insegnante. Fra essi, desidero segnalare innanzitutto la notevole attenzione prestata alle radici classiche della tradizione educativa occidentale: dal secondo al sesto capitolo, il lettore troverà assai ben delineato il percorso seguito dalla filosofia greca per definire il concetto di anima e, di conseguenza, quello di cura dell’anima. Fu il compianto Giovanni Reale a richiamare con forza l’attenzione sulla straordinaria fecondità dell’intuizione socratica, secondo la quale l’uomo è la sua anima, la quale, dunque, deve essere fatta oggetto della massima cura in vista della piena realizzazione dell’individuo. Tale cura si identifica, in ultima analisi, con l’azione educativa, che chiama in causa l’altro, il maestro, la persona che attraverso il dialogo – ecco, di nuovo, fare la sua comparsa uno dei cardini della filosofia di Socrate e di Platone – sarà in grado di far emergere e maturare tutte le potenzialità presenti nell’allievo.
Dopo aver accuratamente descritto i tratti essenziali del grande patrimonio pedagogico della grecità, Risé e Ferliga dedicano due capitoli all’ebraismo e al cristianesimo, i quali, in un rapporto di continuità/rottura, hanno contribuito in misura decisiva a fondare il significato e il senso dell’azione educativa. Dopo essersi soffermati a chiarire alcuni aspetti della questione pedagogica nel mondo islamico, i due autori spostano la loro attenzione sull’epoca contemporanea e sulle sfide che essa sta costantemente lanciando a coloro che si impegnano sul fronte dell’educazione e della riflessione pedagogica.  Leggi il resto dell’articolo

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