Dalle frontiere alla bioetica: oggi il problema è il limite

sazi ok (Di Eleonora Barbieri, da “Il Giornale”, 20 marzo 2016, www.ilgiornale.it)

Per il nostro mondo superare i limiti è una virtù: da Bodei a Debray fino a Risé, così gli studiosi affrontano il dilemma di un’epoca

Si dice limite. Si dice: barriera, ostacolo. Si dice confine. O incapacità. In ogni caso, al mondo contemporaneo, occidentale, non piace. Oggi superare i limiti, «proiettarsi verso l’ignoto», non è hybris, non è un peccato che sarà punito dagli dèi: è «il maggior vanto dell’età moderna», come scrive Remo Bodei nel suo ultimo saggio (Limite, appunto, da poco pubblicato da Il Mulino, pagg. 124, euro 12).
Di più. L’avventura, in tutti i campi e i sensi, è diventata «normale», è il modo in cui l’uomo agisce e realizza se stesso ed è, anche, la direzione lungo cui viene interpretata la temporalità: la storia come progresso. L’uomo ha abbattuto i muri, dice Bodei, quelli che «impedivano alla conoscenza di penetrare negli arcana naturae, gli arcana Dei e gli arcana imperii, i misteri della natura, di Dio e del potere»: e, da allora, il limite non ha fatto altro che spostarsi in avanti, trasformandosi, per definizione, in qualcosa di «provvisorio». Qualcosa che è destinato a essere superato, secondo la tesi di Bloch per cui pensare è «oltrepassare», varcare i confini.I confini però non smettono di essere. Nasciamo limitati: nel tempo, nello spazio, in un corpo e un cervello.

[Leggi tutto l’articolo – clicca qui]

Annunci

Quanta miseria si cela nell’abbondanza?

sazi ok (Di Silvia Lucchetti, da “Aleteia”, 16 marzo 2016, www.aleteia.org)

Il prezzo che l’Occidente paga al culto della trinità perversa: Piacere, Ricchezza e Immagine

Claudio Risé, noto psicoterapeuta e psicoanalista, con il libro “Sazi da morire. Malattie dell’abbondanza e necessità della fatica” (San Paolo Edizioni) offre una lettura critica e rigorosa della crisi di valori in cui si dibatte l’Occidente che rischia di intrappolare l’uomo “moderno” in un vicolo cieco da cui non è scontata la possibilità di uscita. Questo rischio è tanto più pernicioso in assenza della chiara consapevolezza che la triade “Piacere, Ricchezza e Immagine” rappresenta la trinità di questo nuovo millennio venerata dagli uomini occidentali «chiusi in un ego ipertrofico e disperato, dove non si vede più realmente l’altro, non si trasmette più nulla» se non la cultura dell’eccesso.
Per imboccare la via della salvezza dall’oscena assurdità dell’eccesso in cui siamo irretiti, l’unica strada è quella di riscoprire il valore del limite, la ricchezza educativa delle necessità, del prendere atto della realtà, “nella sua verità e meraviglia”.

[Leggi tutto l’articolo – clicca qui]

Le malattie del troppo e l’unica cura

sazi ok (Di Claudio Risé, da “L’Ordine”, Inserto culturale de “La provincia di Como”, 20 marzo 2016, www.laprovinciadicomo.it)

Oggi l’emergenza sono le “malattie non comunicabili” dovute all’ansia di accumulare ricchezza e agli stili di vita sbagliati. Attenti a criticare quei giovani che scelgono di lavorare poco e di non possedere nulla: è solo così che si torna ad essere liberi e a capire che cosa è davvero importante nella vita

Diventiamo, sembra, sempre più ricchi. Nel mondo, tra una crisi e l’altra, il reddito medio aumen­ta. Anche se lentamente (oggi lo si vede meglio di qualche anno fa), e malgrado le diseguaglianze (non solo economiche) aumenti­no ancora di più. Ancora più ve­locemente, però, aumentano le malattie che accompagnano le nuove abbondanze e gli usi che ne facciamo.
Questi disturbi, ormai molto più diffusi e mortali dell’Aids e di tutte le altre malattie infettive messe insieme, oggi cominciano a preoccupare i diversi Istituti Nazionali di Sanità e l’Organiz­zazione Mondiale per la Sanità (Oms, l’agenzia Onu per la salu­te).

[Leggi tutto l’articolo – clicca qui]

La fatica ci aiuta a vivere meglio

51Uc6Y0rU6L._SX315_BO1,204,203,200_(Francesco Belletti intervista Claudio Risé sul suo nuovo libro “Sazi da morire” per “Famiglia cristiana”, n. 12, 20 marzo 2016, www.famigliacristiana.it)

Siamo “malati di abbondanza”, non dobbiamo impegnarci per ottenere quello che vogliamo. Lo psicoterapeuta denuncia la pigrizia della nostra società: “Bisogna riscoprire il senso del limite. E ritrovare Dio”.

Eliminare la fatica dalla vita quotidiana sembra l’obiettivo principale dell’uomo contemporaneo. Da questa osservazione nasce l’ultimo libro di Claudio Risé, Sazi da morire (San Paolo Edizioni).

[Leggi tutto l’articolo – clicca qui]

«Vi spiego perché la società vuole cancellare i papà»

51Uc6Y0rU6L._SX315_BO1,204,203,200_ (Intervista a Claudio Risé, di Francesco Borgonovo, da “Libero”, 16 marzo 2016, www.liberoquotidiano.it)

Claudio Risé è uno dei più stimati psicoterapeuti italiani (tradotto nei vari continenti), e non ha timore di esprimere posizioni forti. Lo ha fatto in bestseller come Il maschio selvatico, dedicato alla figura – ormai in via di sparizione – del maschio. E lo fa di nuovo nel suo ultimo libro, Sazi da morire (edizioni San Paolo), in cui sferza la nostra civiltà faustiana, “ricca ma non felice”, “dedita al culto del troppo”. Una civiltà dei consumi ammalata di troppo benessere e bisognosa di rallentare, se non vuole costruirsi un futuro nero.

Ci avviciniamo alla festa del papà, come sta la figura del padre di questi tempi?
Nei guai, ma sempre più consapevole della necessità di un cambiamento e di un rinnovamento, recuperando le cose buone della tradizione paterna. A livello diffuso, mediatico e di sistema politico, c’è invece una crescente ignoranza della situazione che vivono le famiglie, della solitudine dell’infanzia e della giovinezza.

[Leggi tutta l’intervista – clicca qui]

La natura e il padre: Incontro con Claudio Risé

Il ruolo del padre nell’educazione dei figli e il recupero del mondo naturale.

Incontro con lo scrittore, giornalista, docente universitario e psicoterapeuta Claudio Risé, autore di “Il maschio selvatico2”, “Il padre: libertà dono”, “Il mestiere di padre”.

Teatro Padergnone • 16 marzo 2016 – ore 20.30-22.30

La serata, aperta a tutti, gratuita e senza iscrizioni, promossa dalla Biblioteca intercomunale di Vezzano, Padergnone e Terlago e dalla Biblioteca Valle di Cavedine, sarà preceduta da incontri di lettura sui testi dell’autore, organizzati dalle biblioteche della Valle dei Laghi.

Valle dei laghi

[clicca sulla locandina per ingrandirla]

DONNE SELVATICHE (recensione a cura di David Taglieri)

e-book-newOggi i rapporti fra maschile e femminile sono spesso inquinati dall’ambiguità, dalla confusione e da un clima di scontro ideologico inquietanti, in virtù dell’esasperazione del femminismo estremo, che da movimento rivendicatore di eguaglianza sociale si è trasformato in contenitore politicamente corretto che deve dettare l’agenda politica e mediatica in ogni momento.

E’ chiaro che alcune conquiste sono sacrosante, ma la dimensione del dibattito mette in luce un caos nella definizione dei ruoli, che possono essere complementari, senza per questo scalfire diritti, prerogative e garanzie.

Claudio Risè è uno specialista nel campo psicologico e sociale e da tempo si sta occupando della definizione dei ruoli in senso naturale; insieme a Moidi Paregger – medico a Bolzano con formazione in medicina antroposofica e omeopatica – ha scritto un saggio dedicato alla femminilità: Donne Selvatiche. Forza e mistero del femminile, Edizione San Paolo (pagg. 211).

[Continua a leggere l’articolo su Recensioni&Storia.it – clicca qui]