Nudi, naturali e spirituali contro la vita moderna

(Di Claudio Risé, da “Il Giornale”, 12 giugno 2016, www.ilgiornale.it)

All’inizio del Novecento numerosi movimenti anticiparono idee e desideri degli anni Sessanta

Non basta il benessere, lo sviluppo economico. E neppure il potere. L’uomo ha bisogno anche di altro. Ideali, un’armonia non solo materiale, una visione anche trascendente: di sé, degli altri, del proprio territorio. Quando mancano, lo segnala con movimenti, inizialmente sotterranei, che annunciano grandi rivolgimenti, non sempre positivi, a volte terribili.
All’inizio del Novecento la Germania era la maggiore potenza continentale europea. Proprio allora, però, prese forma un movimento contrario a quel modello politico ed economico di esasperato sviluppo industriale e commerciale. Si chiamò: Movimento di riforma della vita (Lebensreform Bewegung), perché metteva in discussione direttamente lo stile di vita della trionfante Germania guglielmina. Che all’epoca era considerato un modello dalla maggior parte dei Paesi d’Europa. Tanto la Germania di Guglielmo II era materialista e industriale, tanto la Riforma della vita fu pacifista, ecologica e molto interessata allo spirito. E anche al corpo, in quanto portatore di forze spirituali. Il nudismo nacque allora (chiamato: cultura del corpo nudo, freikoerperkultur), coi suoi bagni di luce, e il suo motto: «Luce e sole». La nudità come verità: «Corpo nudo non mente», era un altro adagio nudista. Tra gli ispiratori della riforma c’erano figure come l’abate Kneipp, promotore di cure naturali seguite ancora oggi in cliniche e «percorsi» frequentati da chi vuole rimettersi da vite troppo stressanti e impegnative (come la clinica von Guggenberg di Bressanone, amata da Silvio Berlusconi). O il pittore simbolista Karl Diefenbach, fondatore della comune Himmelhof, vicino a Vienna.
L’ispiratore principale della Lebensreform diventò però soprattutto Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia. Una corrente scientifico-spirituale tuttora fiorente con la sua attività pedagogica (le scuole Waldorf, ormai diffuse in tutto il mondo), le sue associazioni di medici e cliniche, riconosciute in ogni Paese, i gruppi di intervento sulla terra con l’agricoltura biodinamica, anche queste oggi in pieno sviluppo, anche in Italia.

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Fonte: IlGiornale

Sazi da morire: Claudio Risé a Geronimo Filosofia

(Intervista a Claudio Risé, di Letizia Bolzani, da “Geronimo Filosofia”, Radio Svizzera Rete Due, 31 maggio 2016)

Volere è potere. Sebbene questa massima possegga una sua saggezza, in quanto giustamente omaggia la forza di volontà, se presa alla lettera può trasformarsi in un grave rischio. Eppure questo rischio – di onnipotenza e di godimento illimitato senza contenimenti – sembra non interessare alla civiltà occidentale. Tendiamo alla tracotanza, all’eccesso, alla prevaricazione del limite, in nome di una presunta autodeterminazione che finisce per negare la trascendenza dell’altro. Ma il limite è un valore e il senso della nostra fragilità è salutare, perché a furia di annettere il mondo alla voracità del nostro io, si rischia di sentirsi “sazi da morire”, per citare il titolo del recente saggio dello psicoanalista e psicoterapeuta Claudio Risé. Sazi da morire è edito da San Paolo e in sottotitolo reca: malattie dell’abbondanza e necessità della fatica. Di tutto questo parleremo con il suo autore.

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