Lasciare il superfluo per trovarsi

Caro Claudio, negli ultimi anni la mia vita è cambiata in meglio proprio perché ho abbandonato il piano orizzontale cui abbiamo accennato nel post precedente; non so se casualmente o per un qualche disegno destinale trascendente la mia volontà. La mia amicizia con te, iniziata   poco meno di un lustro fa, ha accompagnato questo progressivo allontanamento dall’orizzontalità bisognosa e dipendente, e il contemporaneo avvicinamento ad una dimensione che attingesse preziose energie più dall’interno. 

È stata una trasformazione radicale. Non lineare, beninteso. Ho avuto ricadute specie all’inizio di questo cammino. Sdrucciolamenti verso il basso che, però, per fortuna, si sono diradati nel tempo e sono divenuti sempre meno inconsapevoli. Adesso è come se osservassi continuamente questa sorta di forza di gravità che a volte riconduce infaustamente alla dimensione orizzontale, quando mi accorgo di prestare troppa attenzione agli oggetti, al cibo, e  mi sento dipendente da ciò che ho ‘immediatamente’ attorno. Allora mi sforzo con tutto me stesso di dare un colpo d’ala che mi riporti più in alto. 

Mi sentivo “repulsivo”, adesso invece sento che le persone desiderano la mia compagnia; con mia grande gioia  cercano in me calore, ed io con grande soddisfazione sono in grado di donarlo. Mi piacerebbe che tu mi regalassi ancora più consapevolezza rispetto a questa mia esperienza che mi ha cambiato la vita.

Con profonda stima e gratitudine ed eterna amicizia. Michele