Corpo, polmoni verdi e libertà: oltre i divieti delle autorità!

Caro Claudio, volevo condividere con te e con tutti un’esperienza che sto facendo in questi giorni di “clausura” forzata e solitaria a causa delle fin troppo note vicende che ci coinvolgono. 

A parte le cosiddette “distanze sociali” che servono, tra le altre cose, a produrre un iper vigilanza e un’ansia che ridonda da una persona all’altra (ad esempio, quando si è in coda fuori da un negozio), uno degli aspetti che più mi infastidisce e mi preoccupa è il fatto che sto perdendo la fiducia nel mio corpo. Non ho mai avuto un corpo super efficiente o particolarmente atletico, ma del mio corpo mi sono sempre fidato: basti dire che ho fatto 12 volte il Cammino di Santiago, 11 a piedi ed 1 in bicicletta. Non ho mai avuto particolari malattie, a 55 anni non sono mai stato in ospedale … eppure di questi tempi mi misuro la febbre tutti i giorni (come un orologio svizzero: 36,5; 36,4; 36,6 ecc.), mi sembra di avere cento piccoli sintomi, mi riguardo eccessivamente (non esco, non faccio ginnastica; salvo poi dover fare 3 ore di coda sotto il sole per entrare al supermercato e non succede nulla…). 

Penso che l’anima mi stia dando alcuni segnali:  immagini del Cammino di Santiago, luoghi, paesaggi, incontri passati e dimenticati, desiderio di viaggi … sfoglio guide e testi sul cammino fantasticando. Come se qualcuno mi dicesse: fidati, muoviti, riprendi ad allenarti, respira … Interpreto nel modo giusto? Succede solo a me ? 

Don Giorgio

 

Caro Don Giorgio, anch’io penso proprio che la tua anima ti stia spingendo a riprenderti il tuo corpo! Senza di quello, infatti, l’anima è perduta (come il corpo senza l’anima).

Uno degli aspetti peggiori di tutta questa tremenda vicenda è infatti stato  proprio il tentativo di scindere questi due aspetti fondamentali dell’umano: l’anima dal corpo. Mettendo entrambi in gravi difficoltà. Se tu ci pensi, anche il divieto della Messa va nella stessa direzione: quella che pensa che il corpo debba solo autoconservarsi e non ammalarsi, chiuso in casa e senza contatti personali (non virtuali) di nessun tipo. Se mi permetti l’invasione di campo, direi che una visione così crudamente materialistica (appunto: disanimata) del corpo è davvero diabolica. (Nella demonologia iranica – dello zoroastrismo, è quella che corrisponde ad Ahriman, il demone “intellettuale” che vuole la fine di tutto ciò che è vivente, dell’anima e dei sensi). 

Per mio conto, posso solo confermare la tua interpretazione dei messaggi dell’anima-corpo e esortarti a seguirli. Ti confermo anche che sì, moltissimi hanno provato questo senso di violenza di fronte alle modalità adottate nel lock-in. Che hanno avuto aspetti assurdi, come il terrorismo  verso l’aria aperta, il movimento, il frequentare gli ambienti naturali.

Come racconto in un articolo che uscirà domani, l’Italia  è stata l’unica in Europa (assieme alla Spagna) ad aver proibito alle persone l’utilizzo delle aree verdi per sport, conforto psicologico e movimento fisico e respiratorio, durante una malattia che attacca i polmoni, bisognosi più di ogni cosa di aria e di movimento ritmico. Questo è stato fatto, poi, non tra i grattaceli di Singapore ma in un paese dove gran parte della popolazione vive ancora in aree ricche di campi e boschi nelle vicinanze di dove abita, ove  è abituata a recarsi sempre. Proibire ai cittadini di utilizzare i loro “polmoni verdi” durante un’epidemia polmonare non fa certo bene, né al corpo né alla psiche, né alla società. Ed ha sciupato (anche per i modi arroganti con cui è stato accompagnato) gli aspetti positivi (e sacrosanti) della chiusura: non solo la protezione dal virus, ma da tutto lo stile di vita maniacalmente estrovertito che l’ha accompagnato e promosso, rispetto al quale una silenziosa e familiare intimità potrebbe davvero far riscoprire risorse personali, relazionali e spirituali importanti. Tutto reso molto meno  utilizzabile  per il brutto e stupido modo con cui è stato imposto da autorità animicamente e culturalmente piuttosto malmesse. 

Che ne dici (e dite)? Ciao,  Claudio

27 Responses to Corpo, polmoni verdi e libertà: oltre i divieti delle autorità!

  1. Paolo M. says:

    L’assurdo divieto della Messa (invero rapidamente abbracciato da gerarchie ecclesiastiche da tempo piegate ai poteri statali), ma forse anche della mobilità dei corpi e del movimento, mi sembrano parte di un disegno per fiaccarci profondamente. Come insegnava Jünger infatti, è facile render schiavo chi è dimentico di ogni trascendenza.
    In altre parti del mondo non è andata così, in Michigan ad esempio hanno reagito a certe ordinanze, scendendo in strada con Bandiera di Gadsden e Ak 47 al collo.

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  2. Alessandro says:

    Caro Claudio, notavo in questi giorno come molti abbiamo veramente “dato di matto”: una mia amica che stava portando il figlioletto di 3 anni a fare una passeggiata non lontano da casa, in perfetta sicurezza, è stata verbalmente aggredita da una signora affacciata ad un balcone, perché da questa ritenuta irresponsabile.
    Potrei fartene tanti di esempi del genere, come è successo a me in quanto – occasionalmente – runner.
    Come dicevi ad alcuni amici, mi sembra che in questi giorni siano venuti fuori anche gli aspetti peggiori di certe persone.

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  3. bragadin says:

    Carissimi amici vorrei portare una testimonianza su mia madre. Ottant’anni, ancora autonoma in tutto, guida, si sposta da sola per fare la spesa, andare dal medico e diverse volte la settimana per portare fiori sulla tomba di mio padre. Nell’ultimo mese tutto questo è venuto meno, sembra improvvisamente invecchiata di molti anni. Il cimitero è chiuso 7 giorni su 7 per ordinanza comunale, e questo provoca ulteriore dolore. Dice che non sa se riprenderà a guidare. Non può vedere i nipoti né alcuni di noi figli.
    Quando in Tv l’altro giorno parlavano di tenere gli anziani in casa forse fino a fine anno, si è ulteriormente disperata.
    Sembra di vivere una follia.

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    • Claudio Rise says:

      Caro Paolo, mi dispiace veramente molto, per la tua mamma. Grazie della preziosa testimonianza, anche io ho l’impressione che stia accadendo qualcosa di grave, proprio per la nostra anima, come dice don Giorgio, più e prima che per il corpo.

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  4. Fabrizio Sanna says:

    Caro Claudio, concordo… patisco anch’io, come tutti, le conseguenze per il lockdown…il 99% del tempo lo trascorro tra le quattro mura (di cemento)…il restante con passeggiate vicino casa nella via dove abito, ma sempre in mezzo al cemento. Ieri ho fatto uno strappo, sono andato 2 minuti contati in un parco vicino a casa mia, avevo il desiderio di qualcosa che la passeggiata sul cemento non ti dava…il semplice trovarsi in mezzo agli alberi, la loro presenza silenziosa, sperimentare un attimo di “comunione” con essi..è un’esigenza “naturale”, è un bisogno

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  5. Gianluca says:

    Ciao Claudio! Articolo stupendo! Condivido appieno! Ma sono certo che non ce la faranno, gli italiani non sono stupidi, abbiamo un sacco di tradizioni,…e abbiamo buone guide!
    Io cerco di seguirti da moltoTempo: arranco, non mi sento brillante, a volte mi disperdo….ma ci sono!
    Grazie della strada che ci hai dato!
    Gianluca

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  6. Claudio Rise says:

    Grazie a te Gianluca di esserci, e testimoniare…

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  7. Occhi Maria Lidia says:

    Caro Claudio
    Ringrazio don Giorgio per essere riuscito a mettere nero su bianco quelle che sono le nostre (mie e di mio marito…. é di molti) paure, le nostre ansie più nascoste. Noi infatti le settimana che non andiamo al lavoro, ci mettiamo sul balcone e sognano ad un dopo, alle camminate al parco, a cene con amici, a uscite in bicicletta. Nostra figlia di 13 anni (nn più piccola)… Che nn esce di casa dalla chiusura delle scuole, mi dice che quando potrà uscire di nuovo avrà paura (?!). Cerchiamo con o sguardo qualcuno che passa o che si affaccia alla finestra, per nn avere l impressione di essere “gli unici sopravvissuti”. L uomo è stato creato per relazionarsi e solo in questa relazione riesce realmente a vivere (in anima e corpo)

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  8. don Giorgio says:

    @Claudio, sono totalmente d’accordo su ciò che dici riguardo l’assenza del popolo dalle celebrazioni. Questa situazione ha, forse, anche degli risvolti positivi: è diventato evidente che il rito ha la sua consistenza nel Corpo e nel Sangue, nella presenza fisica di una comunità di persone, non in un semplice scambio di concetti e di significati. Questi ultimi raggiungono al gente anche attraverso i media, ma diventa sempre più evidente che questo aspetto non è per nulla sufficiente; lo faceva notare anche Papà Francesco in un suo recente intervento. Così come spero vivamente che questa circostanza possa servire a recuperare la coscienza da parte di alcuni preti che il rito consiste principalmente in una apertura ed in una offerta verso l’alto, verso il Padre, e non in un chiacchiericcio orizzontale rivolto alla assemblea, con trovate più o meno pietose per “animare” o “rianimare” una attenzione sempre pericolante perché sganciata da una sorgente “energetica”. Dico alcuni perché ne vedo altri molto impegnati a fare i fenomeni via streaming, e quindi ancora prigionieri di una logica orizzontale … e questa prigionia è IL grande problema della Chiesa contemporanea

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  9. Michele says:

    Completamente d accordo con te Claudio. Voi. A me quello che è stato fatto spaventa più del virus in sé

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  10. Michele says:

    Felice di ritrovarti Claudio e di ritrovare le persone che con te con noi coltivano coscienza e libertà, che assomiglia al nome di un partito politico ma non lo è… Felice di leggere il tuo pensiero e riscoprirela nostra amicizia spirituale… Gandhi nella sua autobiografia dice che che vi può essere autentica amicizia soltanto tra nature simili e per questa né la prova. I suoi sentimenti ne sono la prova. E quelli dei tuoi amici. Ho invidiato gli svedesi, gli americani con l’ak47 e tutti coloro che hanno compreso che la perdita della democrazia e l’illibertà non sono meno gravi del virus… Sono stato traumatizzato dalle misure coercitive come unica via possibile, sono spaventato dal fatto che uno che appare come una brava persona con un accento carino non possa essere smascherato nei criptointenti antidemocratici e servili al potere finanziario. Sono spavenato dal modo in cui le persone non hanno più sentimenti che gli bruciano dentro e che sono succubi psicologicamente e asserviti e cercano in un governo-madre (falso) la soluzione al proprio male inneggiando a un tricolore che non esiste in più se non come accostamento cromatico accidentale deprivato di ogni più profondo significato.

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  11. Michele says:

    “è facile render schiavo chi è dimentico di ogni trascendenza”

    Grazie Paolo per questa citazione. Sul piano della materia esistono soltanto il + e il -. Se riduci un uomo a valutare cosa ‘conviene’ (+) e cosa ‘non conviene’ (-) puoi controllarlo. E come direbbe Jünger “renderlo schiavo”. La Forza proviene proprio dal Trascendente, da quei riferimenti immateriali che ci chiamano a valicare questa logica algebrica e rispondono ad un’algebra dello spirito in cui sovente si consumano provvidenziali e salvifiche trasvalutazioni dei valori. Privare gli uomini di questi riferimenti, spogliarli del divino manto della trascendenza non li rende soltanto schiavi, ma financo vermi che strisciano nella polvere. Già un adolescente fa quest’esperienza quando si trova a decidere tra il quieto schierarsi dalla parte del potere genitoriale, e quello di seguire pur nella trasgressione della suddetta autorità, i propri numi trascendenti. Da adulto e con il virus, puoi anestetizzarti pensando che quello che stai vivendo è il migliore dei mondi possibili o accettare l’esistenza inquietante dell’incongruità, del venefico nella mano che ti si protende con la promessa mendace di aiutarti… Accettare le tribolazioni dello spirito di chi ancora riesce a scorgere nel fango tracce di verità incorrotta…

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    • Claudio Rise says:

      @ Michele: “Sul piano della materia esistono soltanto il + e il -“.
      Ma anche su quello dello Spirito. Come dice Gesù: “sì-sì, no-no. Il resto è del diavolo”.

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  12. Claudio Rise says:

    @ Don Giorgio: ” Ne vedo altri molto impegnati a fare i fenomeni via streaming, e quindi ancora prigionieri di una logica orizzontale … e questa prigionia è IL grande problema della Chiesa contemporanea.” Grazie Don Giorgio per la tua franchezza!

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  13. Moidi Paregger says:

    Ho avuto la sensazione che in questi due mesi il corpo lo si dovesse solo proteggere dal virus, rinchiuderlo, coprirlo, lavarlo per bene, isolarlo non solo dalle persone, ma anche dalla natura.
    Molti avevano paura del loro corpo.
    Altri avevano fiducia che ce l´avrebbero fatta, se proprio toccava.
    Sentivano qualcosa di buono in se´.
    Vorrei a questo punto ricordare dei pensieri che Claudio ha scritto nel libro” Guarda , tocca , vivi “ sul senso vitale: “ Un aspetto importante del senso di se´ e` il senso vitale, che consente di valutare le proprie energie, attraverso le quali l´uomo riconosce il proprio stato di benessere o malesssere, fino alla percezione del dolore . ”
    “Il senso vitale da´una sensazione di confidenza verso se stesso”
    Il senso vitale debole genera anche preoccupazione, che gradualmente puo´portare alla paura. Effetti terapeutici positivi sul senso vitale hanno uno stile di vita che crea benessere, la scansione regolare di attivita´quotidiane , dare un ritmo alle proprie attivita´, un regolare ritmo tra fatica e riposo, cercando armonia ed equilibrio . Il senso vitale viene rinforzato dal senso del limite, dalla capacita´di percepire con anima e corpo.”
    In questa esperienza del coronavirus siamo stati catapultati fuori da ogni equilibrio. Camminare sara´ la prima cosa importante da fare per ricongiungerci a noi.

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    • Silvia X. says:

      Buonasera a tutti e ben ritrovati.
      Grazie Moidi per queste interessanti considerazioni.
      In questo periodo non ho mai avuto paura del virus. Certo, ho adottato comportamenti prudenti, ma ho la sensazione di poter contare sul mio corpo, sul mio sistema immunitario, perché ho sempre cercato di trattarlo bene e di ascoltare i suoi messaggi. Sull’importanza di camminare mi trovi perfettamente d’accordo. Importante anche esporsi alla luce del sole, stare a contatto con la natura. Mi sembra assurdo permettere di stare in coda fuori da un supermercato e non poter camminare da soli nel verde. Forse perché se si è tutti in fila si fa parte del gregge e invece quando sei da solo ti possono sorgere interrogativi su chi sei e cosa stai facendo?

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  14. Moidi Paregger says:

    E´ vero! lasciarci liberi sulle passeggiate in movimento, anche se due metri di distanza, potrebbe dare la sensazione di non avere sotto controllo il popolo. Oggigiorno si vuole controllare tutto,
    ma la verità´e´che non e´possibile. Dobbiamo imparare a districarci nel Chaos, gioire se troviamo un campo aperto , o una via tra i campi, ma sentirci di nuovo in piena attività´interiore, quando ritorniamo nella penombra, quando nulla e´sicuro. Ci aiuta la fiducia in Dio, che da senso alla vita.

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  15. Claudio Rise says:

    Mi sembra molto utile per queste settimane ( e sempre): “Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi; portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo”( Paolo, 2 Cor. 1, 25.21).
    La morte e Resurrezione di Gesù sono una forza straordinaria, contro ogni paura e nevrosi.

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  16. armando says:

    caro Claudio, io penso che di buone intenzioni é lastricato l’inferno, ammesso (e non concesso) che di buone intenzioni si tratti. Proibire l’attività all’aperto é semplicemente stupido e controproducente. Nelle mie trasgressioni di simili stupidaggini mi é capitato di incrociare un fecimo di persone rispetto a quelle incrociate, in un quinto di tempo, in qualche giro dell’isolato. Allora é logico sorga il sospetto, o anche più, che la paura venga instillata appositamente per meglio controllarci e col nostro beneplacito. Schiavi volontari! monitorati, tracciati, controllati, trasparenti, e sempre sotto qualche emergenza
    Del resto un esponente politico della regione Emilia lo ha amnesso: certe proibizioni non rispondevano ad esigenze mediche vere, ma erano per dare un segnale forte alla popolazione, ossia x terrorizzarla!:

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