Il Leviatano tecno-burocratico che porta uomo e donna alla follia

(Di Caterina Giojelli, da “Tempi”, 23 febbraio 2017, www.tempi.it)

«L’impennarsi della violenza nasce dalla crisi del rapporto col primo Altro», spiega Claudio Risé, «una crisi promossa dalle istituzioni per rafforzare il peso degli Stati occidentali»

Scriveva Claudio Risé, a proposito della famosa campagna “No alla violenza sulle donne” affidata nel 2008 a Oliviero Toscani (un bambino bruno, con sopra la testa il proprio nome, Mario, impresso su una striscia nera e sotto i piedi la scritta “carnefice”, e una bimba bionda, anche lei nuda, con sopra la testa la scritta Anna e sotto i piedi la scritta “vittima”): «Carnefici i maschi e vittime le femmine: due ruoli violenti e infelici, nelle cui gabbie questi bambini vengono chiusi fin dall’infanzia. Il loro status di carnefice e di vittima è impresso nella loro appartenenza di genere. In piena “surmodernità”, siamo ripiombati nel più cupo sessismo razzista, a stigma e stereotipie di genere che avrebbero impensierito i lombrosiani più biechi. I risultati? Nuove violenze. Trasformare tratti patologici in caratteristiche di gruppo (il razzismo fa questo) non ha mai portato pace e armonia».  Leggi il resto dell’articolo

Il giustiziere che vendica la moglie uccisa

(Di Claudio Risé, da “Il Giornale”, 02 febbraio 2017, www.ilgiornale.it)

L’odio uccide. Ma anche ti uccide. Se non riesci a liberartene, ti mangia dentro, ti paralizza, non riesci a far niente tranne coltivarlo con cura.
Diventa il tuo demone. Fino a quando lo agisci, passi all’atto (come dice la psicologia, col termine acting out, usato in tutto il mondo per descrivere questo ultimo passaggio). Che, quando la pulsione/demone è l’odio, è spesso un omicidio. Più il tuo odio ha ragioni profonde, fondate, più è difficile liberartene. Le sue «buone ragioni», in realtà ben poco ragionevoli, diventano la sua forza, e aumentano la tua debolezza. Dargli forma con un’azione diventa la tua ragione di vita, il tuo impegno quotidiano. È così che nasce la vendetta, spesso vissuta come una missione. Così è stato per Fabio Di Lello, calciatore, atleta, uomo di principi. Che sa cos’è la disciplina, ma vi rimane anche intrappolato se lascia che l’odio diventi il mister, il capo. Leggi il resto dell’articolo

La rivincita del padre contro il “pensiero unico secolarizzato”

padre(Intervista a Claudio Risé, di Federico Cenci, da “Zenit”, 5 dicembre 2016, www.zenit.org)

Università di Oxford: “Padri presenti donano equilibrio ai figli”. Lo psicoterapeuta Risé: “Ma questi dati vengono ignorati dai centri di potere, impegnati a propugnare figure genitoriali neutre”

Un padre molto presente, aiuta lo sviluppo dei figli e ne fa donne e uomini più equilibrati. Ragazzini ben seguiti, infatti, hanno il 28% di probabilità in meno di avere problemi comportamentali. È quanto emerge da una ricerca dell’Università di Oxford, che ha esaminato un campione di seimila bambini, seguiti per dieci anni.

Sulla stampa internazionale la notizia ha avuto una notevole eco. Proprio in una fase storica in cui spira forte in Occidente il vento di ideologie tese a destrutturare l’identità sessuale e a demolire l’istituto familiare, la scienza lucida a nuovo e ricolloca al vertice la figura dell’uomo quale pater familias. Siamo forse al tramonto della campagna di indebolimento del ruolo del padre, portata avanti fin dal ’68 dal “capitalismo edonista” di concerto con le “burocrazie politiche marxiste”?

ZENIT ne ha parlato con il prof. Claudio Risé, psicoterapeuta e scrittore, docente di Psicologie dell’educazione all’Università Bicocca di Milano.

Prof. Risé, finalmente viene rivalutata l’importanza del ruolo del padre?

Per la verità dati simili, anche molto dettagliati e impressionanti, erano già noti, raccolti dal Bureau of Census Usa e altre istituzioni nazionali e internazionali, e già presentati nel mio Il padre l’assente inaccettabile, la cui prima edizione italiana è del 2003, poi tradotto in gran parte del mondo. Il fatto è che questi dati non vengono finora diffusi e presi sul serio da gran parte dei centri di potere politico ed economico, impegnati invece nell’indebolimento del padre, in quanto figura potenzialmente disturbante nei confronti della proposta omologante di figure genitoriali neutre, portata avanti dal pensiero unico secolarizzato, fino a poco fa dominante nell’ultimo cinquantennio in Occidente.  Leggi il resto dell’articolo

Nudi, naturali e spirituali contro la vita moderna

(Di Claudio Risé, da “Il Giornale”, 12 giugno 2016, www.ilgiornale.it)

All’inizio del Novecento numerosi movimenti anticiparono idee e desideri degli anni Sessanta

Non basta il benessere, lo sviluppo economico. E neppure il potere. L’uomo ha bisogno anche di altro. Ideali, un’armonia non solo materiale, una visione anche trascendente: di sé, degli altri, del proprio territorio. Quando mancano, lo segnala con movimenti, inizialmente sotterranei, che annunciano grandi rivolgimenti, non sempre positivi, a volte terribili.
All’inizio del Novecento la Germania era la maggiore potenza continentale europea. Proprio allora, però, prese forma un movimento contrario a quel modello politico ed economico di esasperato sviluppo industriale e commerciale. Si chiamò: Movimento di riforma della vita (Lebensreform Bewegung), perché metteva in discussione direttamente lo stile di vita della trionfante Germania guglielmina. Che all’epoca era considerato un modello dalla maggior parte dei Paesi d’Europa. Tanto la Germania di Guglielmo II era materialista e industriale, tanto la Riforma della vita fu pacifista, ecologica e molto interessata allo spirito. E anche al corpo, in quanto portatore di forze spirituali. Il nudismo nacque allora (chiamato: cultura del corpo nudo, freikoerperkultur), coi suoi bagni di luce, e il suo motto: «Luce e sole». La nudità come verità: «Corpo nudo non mente», era un altro adagio nudista. Tra gli ispiratori della riforma c’erano figure come l’abate Kneipp, promotore di cure naturali seguite ancora oggi in cliniche e «percorsi» frequentati da chi vuole rimettersi da vite troppo stressanti e impegnative (come la clinica von Guggenberg di Bressanone, amata da Silvio Berlusconi). O il pittore simbolista Karl Diefenbach, fondatore della comune Himmelhof, vicino a Vienna.
L’ispiratore principale della Lebensreform diventò però soprattutto Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia. Una corrente scientifico-spirituale tuttora fiorente con la sua attività pedagogica (le scuole Waldorf, ormai diffuse in tutto il mondo), le sue associazioni di medici e cliniche, riconosciute in ogni Paese, i gruppi di intervento sulla terra con l’agricoltura biodinamica, anche queste oggi in pieno sviluppo, anche in Italia.

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Fonte: IlGiornale

La crisi dell’Europa nel mito di Parsifal

cope-grande-scheda(Di Claudio Risé, da “Il Giornale”, 22 aprile 2016, www.ilgiornale.it)

Nella parabola del cavaliere, i sintomi della difficile condizione del Vecchio continente, affondato dal materialismo

Per gentile concessione dell’editore pubblichiamo uno stralcio della nuova versione riveduta e ampliata del saggio Parsifal di Claudio Risé (Editrice La Scuola, pagg. 140, euro 14,50). Lo psicoterapeuta e scrittore narra la vicenda romanzesca di Parsifal, personaggio centrale nella cultura europea, che da sempre occupa un posto particolare nell’immaginario dell’Occidente. Ma Parsifal è anche una figura archetipica di estrema attualità per il Vecchio Continente: è, insomma, l’incarnazione dei desideri e delle contraddizioni dell’Uomo in cerca di se stesso e di un posto nel mondo.

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Malattie non trasmissibili ed isolamento consumistico

sazi okLa malattia del nuovo millennio è la bulimia. Di cibo, tecnologia, medicine e false relazioni

(Intervista a Claudio Risé, di Anna Tagliacarne, da “F”, n. 14, 6 aprile 2016, www.cairoeditore.it)

Siamo in preda a un delirio di onnipotenza che ha annullato limiti e regole. Vogliamo tutto, ci abbu amo di ogni cosa, chiusi in un mondo sempre più ristretto e incapaci di vero amore. Anche la salute è a rischio. Claudio Risé ci spiega l’inquietante legame tra le malattie non trasmissibili e il nostro “isolamento consumistico”

Chiuso in se stesso, iperconnesso, vive nel culto dell’abbondanza, dell’avere, del piacere, scivolando nella dipendenza, che non prevede sforzi, abolisce la fatica e favorisce l’iperconsumo di tutto: di cibo, di cose, di sostanze, di farmaci, di tecnologia, di esseri umani. Che diventano oggetti. È il ritratto dell’uomo moderno occidentale. In bilico tra delirio di onnipotenza e depressione. Di questo e molto altro parla Sazi da morire, l’ultimo libro dello psicoterapeuta, psicoanalista e scrittore Claudio Risé, che parte dall’osservazione dei dati riguardanti le malattie non trasmissibili, dal diabete all’ipertensione. Ne parliamo con l’autore.

Dove porta il bisogno senza freni di soddisfare ogni desiderio?
«A stare molto male dal punto di vista sico e psichico. Il limite è indispensabile allo sviluppo umano. Ci rafforziamo dandoci con ni entro i quali stare e all’interno di questi ci nutriamo sia psicologicamente sia fisicamente, allenandoci, esercitando il corpo e il pensiero. Il confronto con la necessità è fondamentale: Leonardo da Vinci la definì “misura e maestra”».

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Dalle frontiere alla bioetica: oggi il problema è il limite

sazi ok (Di Eleonora Barbieri, da “Il Giornale”, 20 marzo 2016, www.ilgiornale.it)

Per il nostro mondo superare i limiti è una virtù: da Bodei a Debray fino a Risé, così gli studiosi affrontano il dilemma di un’epoca

Si dice limite. Si dice: barriera, ostacolo. Si dice confine. O incapacità. In ogni caso, al mondo contemporaneo, occidentale, non piace. Oggi superare i limiti, «proiettarsi verso l’ignoto», non è hybris, non è un peccato che sarà punito dagli dèi: è «il maggior vanto dell’età moderna», come scrive Remo Bodei nel suo ultimo saggio (Limite, appunto, da poco pubblicato da Il Mulino, pagg. 124, euro 12).
Di più. L’avventura, in tutti i campi e i sensi, è diventata «normale», è il modo in cui l’uomo agisce e realizza se stesso ed è, anche, la direzione lungo cui viene interpretata la temporalità: la storia come progresso. L’uomo ha abbattuto i muri, dice Bodei, quelli che «impedivano alla conoscenza di penetrare negli arcana naturae, gli arcana Dei e gli arcana imperii, i misteri della natura, di Dio e del potere»: e, da allora, il limite non ha fatto altro che spostarsi in avanti, trasformandosi, per definizione, in qualcosa di «provvisorio». Qualcosa che è destinato a essere superato, secondo la tesi di Bloch per cui pensare è «oltrepassare», varcare i confini.I confini però non smettono di essere. Nasciamo limitati: nel tempo, nello spazio, in un corpo e un cervello.

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Quanta miseria si cela nell’abbondanza?

sazi ok (Di Silvia Lucchetti, da “Aleteia”, 16 marzo 2016, www.aleteia.org)

Il prezzo che l’Occidente paga al culto della trinità perversa: Piacere, Ricchezza e Immagine

Claudio Risé, noto psicoterapeuta e psicoanalista, con il libro “Sazi da morire. Malattie dell’abbondanza e necessità della fatica” (San Paolo Edizioni) offre una lettura critica e rigorosa della crisi di valori in cui si dibatte l’Occidente che rischia di intrappolare l’uomo “moderno” in un vicolo cieco da cui non è scontata la possibilità di uscita. Questo rischio è tanto più pernicioso in assenza della chiara consapevolezza che la triade “Piacere, Ricchezza e Immagine” rappresenta la trinità di questo nuovo millennio venerata dagli uomini occidentali «chiusi in un ego ipertrofico e disperato, dove non si vede più realmente l’altro, non si trasmette più nulla» se non la cultura dell’eccesso.
Per imboccare la via della salvezza dall’oscena assurdità dell’eccesso in cui siamo irretiti, l’unica strada è quella di riscoprire il valore del limite, la ricchezza educativa delle necessità, del prendere atto della realtà, “nella sua verità e meraviglia”.

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La natura e il padre: Incontro con Claudio Risé

Il ruolo del padre nell’educazione dei figli e il recupero del mondo naturale.

Incontro con lo scrittore, giornalista, docente universitario e psicoterapeuta Claudio Risé, autore di “Il maschio selvatico2”, “Il padre: libertà dono”, “Il mestiere di padre”.

Teatro Padergnone • 16 marzo 2016 – ore 20.30-22.30

La serata, aperta a tutti, gratuita e senza iscrizioni, promossa dalla Biblioteca intercomunale di Vezzano, Padergnone e Terlago e dalla Biblioteca Valle di Cavedine, sarà preceduta da incontri di lettura sui testi dell’autore, organizzati dalle biblioteche della Valle dei Laghi.

Valle dei laghi

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Maschio in crisi, ce la farai

maschioselvatico(Intervista a Claudio Risé, di Fabio De Santi, da “L’Adige”, 28 gennaio 2016, www.ladige.it)

Confronto sui rapporti tra uomo e donna oggi: i due sessi sono sulla difensiva, c’è un’eccessiva razionalizzazione, ma i giovani sono più equilibrati dei loro padri

E’ possibile costruire una società diversa dove uomini e donne sono alla pari?
Direi che non solo è possibile ma a mio avviso è anche necessario, perché altrimenti si mette a rischio come sta accadendo anche nelle società occidentali, in Europa ma non solo, la continuazione della vita. Torniamo al problema cardine che è quello di rispettare la specificità di questo rapporto fra uomo e donna che non è equiparabile a quello del rapporto tra due categorie più o meno contendenti, ma di due categorie, se vogliamo definirle tali, che per la conformazione della specie umana sono chiamate a collaborare.

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Il maschio cerca l’identità

maschioselvatico(Di Antonia Dalpiaz, da “L’Adige”, www.ladige.it)

La “lettura” del terapeuta Claudio Risé

Esiste una crisi attuale del maschio? Come stanno i giovani d’oggi?
Risé ha risposto che i maschi di vent’anni fa stavano molto peggio (determinante il passaggio dalla società rurale a quella industriale che ha mutato i rapporti) e che attualmente c’è una maggiore sintonia tra uomo e donna.

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Claudio Risé intervistato da Mario Ciancarella della Libreria Caffè Letterario Lucca Libri

Pubblicato su youtube il video dell’incontro con Claudio Risé:
Abitare il maschile e il femminile“, Lucca, Chiesa di San Michele Arcangelo, 30 gennaio 2016.
Claudio Risé è intervistato da Mario Ciancarella della Libreria Caffè Letterario Lucca Libri.

 

Abitare il maschile e il femminile. Incontro a Lucca con Claudio Risé

lucca

Il rapporto uomo-donna nella società contemporanea. Incontro a Trento con Claudio Risé

LECTURES 1

In libreria: il maschio selvatico/2

maschioselvatico (Di Andrea Chinappi, da “Il Giornale”, 23.01.2016, www.ilgiornale.it)

In libreria la versione aggiornata di un libro cult anni Novanta

Che il genio artistico di Leonardo Da Vinci sarebbe stato irripetibile era cosa certa già dal Rinascimento, ma che una sua massima si sarebbe rivelata illuminante mezzo millennio dopo non era poi così scontato.
«Il salvadego è colui che si salva»: il selvatico è colui che non deve chiedere di essere salvato.
Claudio Risé, psicanalista e studioso di grande calibro, torna in libreria con la versione aggiornata di un libro cult degli anni Novanta e che oggi risulta più attuale che mai: Il maschio selvatico 2 (San Paolo Edizioni, pagg. 280, 14,50 Euro).
Dal motto davinciano la penna di Risé fa scaturire un’analisi degli uomini «in crisi d’identità», stretti tra il politicamente corretto delle buone maniere e una confusione «di genere» che li vuole in quarantena e addestrati al consumo.
Chi è, dunque, il selvatico? Colui che ritorna, che si salva da solo e sfugge al controllo di chi pretende di «salvarlo» in cambio di una concessa schiavitù personale, familiare.
Claudio Risé offre una via d’uscita al labirinto iper-burocratizzato, incrociando le grandi narrazioni europee dal Parsifal fino a San Francesco – con i sogni di uomini in difficoltà, e «curando», attraverso le pagine del libro, gli scettici riguardo l’«homo salvadego».
Selvatici di tutto il mondo, unitevi!

Fonte: [Il Giornale]