Il vero coraggio non è sentirsi onnipotenti

(Intervista a Claudio Risé, di Gaia Giorgetti, da “F”, www.cairoeditore.it)

Una valanga minaccia la famiglia e lui, il padre perfetto, il marito protettivo, se la dà a gambe. Succede nel film Forza maggiore, che fa riflettere sulla potenza della natura, sui nostri istinti, sulle emozioni. E sul pericolo di trovarci a fianco un maschio meno forte di quanto appare. Ne parla lo psicanalista Claudio Risé.

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Crescere senza padri, la crisi del maschio

(Di Claudio Risé, da “L’Ordine”, Inserto de “La Provincia”, 15 marzo 2015)

L’uomo (non solo il maschio) non “è”, ma “diventa”. Per questo la trasmissione “di genere” è così importante.

E’ appena uscito per le Edizioni San Paolo “Il maschio selvatico/2. La forza vitale dell’istinto maschile“, di cui pubblichiamo uno stralcio dedicato alla paternità.
In questo libro Claudio Risé afferma l’urgenza di ridare centralità alla dimensione selvatica del maschio. Proprio il contatto con la natura può salvare l’uomo, fisicamente e spiritualmente. Senza chiedere aiuto a Stati, burocrazie, enti, ma assumendosi la responsabilità della propria vita.

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Donne Selvatiche, mito in crisi d’identità

(Di Claudio Risé e Moidi Paregger, da “L’Ordine”, Inserto de “La Provincia”, 8 marzo 2015)

L’istinto femminile sia liberato dalla condanna sociale

Claudio Risé, la cui fama è legata anche al cult book “Il maschio selvatico“, appena uscito in una nuova edizione, pubblica in questi giorni la versione ebook di “Donne selvatiche. Forza e mistero del femminile” (Edizioni San Paolo), scritto con la moglie Moidi Paregger, medico specializzato in omeopatia e medicina antroposofica. Ne pubblichiamo un estratto.

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Quando il cemento fa ammalare

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 17 settembre 2012, www.ilmattino.it

Non è che il cemento faccia male, come vorrebbe una vulgata “verde” un po’ sommaria. Serve a fare case, e altre cose indispensabili. Però distruggere in 40 anni aree verdi grandi come tre regioni per coprirle di cemento, come è accaduto in Italia, fa di certo molto male. Non solo all’economia o al paesaggio, ma al corpo: lo fa ammalare. Nei paesi più sviluppati di noi (anche culturalmente), è nota da tempo la sindrome da “deficit di natura”, oggi all’origine dei malesseri psicofisici.
L’eccessiva cementificazione è innanzitutto causa di molteplici forme di disagio e di comportamenti a rischio che giocano una parte importante nell’attuale crisi. L’uso e il commercio di droghe ad esempio, che è la seconda causa di ricoveri ospedalieri con i connessi costi (in testa alle motivazioni di omicidi, furti e attentati alla sicurezza delle persone), è direttamente correlato alla diminuzione di aree verdi ed alla perdita di qualsiasi rapporto con la vita dei campi e delle zone boschive.
Non a caso le Comunità di recupero terapeutico più efficienti, come quella di San Patrignano, si trovano in località agricole, ed il lavoro coi prodotti della natura e con gli animali è uno dei più potenti strumenti di ricostruzione di personalità prima devastate dall’uso di droghe. Leggi il resto dell’articolo

Il mondo va in città

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 febbraio 2012, www.ilmattino.it

La popolazione mondiale sta correndo verso le grandi città. Nel 2030 il 60% dell’umanità vivrà nelle metropoli. In Cina, questo cambiamento è ormai realtà.
Le megalopoli, però, sviluppano anche numerosi malesseri: dalle cardiopatie alle psicosi, dall’obesità alla schizofrenia. Ma allora perché 180 mila persone al giorno vanno proprio lì? Non solo perché nelle città c’è più lavoro, e più denaro. Ci sono anche altre opportunità. Da riconoscere e valorizzare, per renderle utilizzabili.
Chi ogni giorno va in città, cerca (col denaro e il lavoro), più socializzazione, modelli e stili di vita più numerosi e variati, maggiore cultura, possibilità ampie di istruzione per i figli. Leggi il resto dell’articolo