«Vi spiego perché la società vuole cancellare i papà»

51Uc6Y0rU6L._SX315_BO1,204,203,200_ (Intervista a Claudio Risé, di Francesco Borgonovo, da “Libero”, 16 marzo 2016, www.liberoquotidiano.it)

Claudio Risé è uno dei più stimati psicoterapeuti italiani (tradotto nei vari continenti), e non ha timore di esprimere posizioni forti. Lo ha fatto in bestseller come Il maschio selvatico, dedicato alla figura – ormai in via di sparizione – del maschio. E lo fa di nuovo nel suo ultimo libro, Sazi da morire (edizioni San Paolo), in cui sferza la nostra civiltà faustiana, “ricca ma non felice”, “dedita al culto del troppo”. Una civiltà dei consumi ammalata di troppo benessere e bisognosa di rallentare, se non vuole costruirsi un futuro nero.

Ci avviciniamo alla festa del papà, come sta la figura del padre di questi tempi?
Nei guai, ma sempre più consapevole della necessità di un cambiamento e di un rinnovamento, recuperando le cose buone della tradizione paterna. A livello diffuso, mediatico e di sistema politico, c’è invece una crescente ignoranza della situazione che vivono le famiglie, della solitudine dell’infanzia e della giovinezza.

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