Viviamo senza paura le sfide del domani

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 31 dicembre 2012, www.ilmattino.it

Stasera il mondo entrerà nel 2013 con prudente cautela. Il passaggio di San Silvestro ha due facce: l’anno che finisce, e quello che comincia. A volte, l’attenzione è sul festeggiamento della fine, a volte sul benvenuto a ciò che inizia. Questa volta, non c’è dubbio che è il secondo che interessi di più: dall’Italia, con le sue elezioni; agli Usa, col brivido del «precipizio fiscale»; al mondo, ansioso di uscire dalla crisi.
Quanto al vecchio anno, un sospiro di sollievo lo saluterà. E il nuovo? Più che un anno che comincia, sembra un quiz da decifrare. Per iniziarlo bene però, non bisogna «isolare» San Silvestro dal periodo che lo ha preceduto, e da quello che lo seguirà fino all’Epifania, con la sua Comare secca da bruciare.
Tutto il periodo che segue al Natale (ne abbiamo parlato una settimana fa) rappresenta infatti una svolta nel ciclo del tempo, nella natura e nella psiche individuale e collettiva. È il Bambino la vera nascita del nuovo, dentro e fuori di noi, che si svilupperà durante l’anno (e anche nei successivi).
A Capodanno, in realtà, c’è in giro ancora molta vecchia mercanzia, dal vecchio pianeta Saturno, ai diavoli o gli spiriti, come sanno bene i napoletani che li cacciano con i botti. Fino appunto all’aspetto del femminile «vecchio», i cui doni più o meno secchi segneranno all’Epifania la fine del ciclo vegetativo precedente e l’inizio del nuovo. Leggi il resto dell’articolo